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Ferrara, movida a passo rallentato: bastano i nuovi tavolini

Prima serata con meteo gradevole e divieti: i dehor reggono la voglia di uscite. Baristi e ristoratori: per ora ci accontentiamo. Piazza Verdi fa bella figura

FERRARA. Buona la prima per movida sicura in centro. Nella prima serata di ieri piazza Verdi, in particolare, trasmetteva l’impressione che probabilmente i baristi, forze dell’ordine e Comune volevano costruire: tavolini pieni a distanza di sicurezza, nessun assembramento anche per i controlli dei vigilantes all’ingresso. Lì attorno non è stato ovunque così, bastava girare qualche angolo del centro medievale o passare davanti a certe birrerie “da asporto” per vedere gruppetti belli stretti, con mascherine calate o inesistenti, e nella seconda parte della serata qualche manipolo di non prenotati ha cominciato a farsi vedere. Ma nel complesso il meccanismo di dehor diffuso, sotto ogni portico o in mezzo alla carreggiata di Carlo Mayr, sembra reggere la voglia di uscite serali dei ferraresi, ancora non “rinforzati” dalla maggioranza degli studenti e sedati dal coprifuoco.

CHI SI ACCONTENTA

Il primo giorno di weekend giallo con tempo accettabile ha esaurito le prenotazioni dei locali del centro. Alle 19 i bar di via Mazzini hanno le distese tutte piene, e i ristoranti-pizzeria a corona attorno all’area della movida, transennata fin dal pomeriggio, si preparano ad una bella serata. Basta accontentarsi... «È il primo giorno di apertura, facciamo solo sera e domani, con la pioggia probabilmente stiamo fermi per pioggia, ma sì siamo pieni» dicono all’Osteria di via Romei. Conferma il pienone anche Mattia Raiti (Este Bar) «facciamo i due turni per i trenta posti esterni. Devo tagliare coperti, certo, ma oggi come oggi è meglio stare fuori, l’ho detto anche al sindaco. Dentro bisogna tenere i tavoli molto distanziati, per sicurezza».

Lavora per ora chi ha posti riparati, come Il Ciclone di Michelangelo Fancello, «possiamo usare anche quella saletta perché la parete è totalmente apribile. Abbiamo fatto poco solo martedì, per il resto bene: speriamo duri». L’osteria Balebuste lavora «al 15-20% - racconta Giacomo Marabini - questa sera lo vede, tutto pieno, ma infrasettimana solo aperitivi. Ma guardi, preferisco così che starmene in poltrona a far niente». Stesso ragionamento di Roberta Finessi, di Olivia in Rosa, «i miei pochi tavolini sono prenotati, per ora ci accontentiamo».

MOVIDA SLOW

In zona movida c’è chi non apre proprio, come Il Mandolino, ma piazza Verdi sembra aver trovato la formula adatta al momento. Zero sballo, relax e distanze, «qui non facciamo spostare neanche una seggiola e si entra solo prenotati» dicono gli steward. «Forse è la svolta» spera Luca Nuzzoli, guardando i tavolini del Messisbugo pieni con qualche non prenotato che prova a star lì un po’, «abbiamo un terzo delle persone solite ma almeno lavoriamo senza stress. E il weekend è già pieno di sera». I carabinieri presidiano disoccupati. La folla “spalmata” per ora si governa bene. —

Stefano Ciervo

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