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Ferrara e lo smog, meno sforamenti ma “tetto” vicino. Balboni: caldaie più responsabili delle auto

Stop alle restrizioni con 27 giorni fuorilegge nell’anno pure con la zona rossa. L’assessore: incide il riscaldamento 

FERRARA. Si è chiusa la stagione extralarge dei divieti antismog, quest’anno estesa anche ad aprile, e la curva degli sforamenti ha mostrato una flessione, importante anche se ancora non decisiva, rispetto all’anno scorso. Siamo infatti a 27 giorni oltre il limite europeo di 50 microgrammi di polveri sottili, contro i 37 del primo trimestre dell’anno scorso, entrambi periodi peraltro pesantemente influenzati da lockdown e zone rosse. E l’andamento è simile in tutta la regione, tanto che Ferrara è al terzo posto per sforamenti. Sono dati dai quali il Comune parte per ribaltare l’analisi sulle responsabilità dell’inquinamento: meno “colpevole” il traffico, più il riscaldamento domestico. Qualche dubbio ferrarese anche sull’estensione delle misure antismog a tutti i comuni emiliani, anche quelli più piccoli.

GLI SFORAMENTI


Dall’1 gennaio ai primi di maggio, dunque, la centralina Arpae di corso Isonzo, quella di riferimento per il traffico veicolare di tutta la provincia, ha fatto appunto registrare 27 sforamenti del limite di concentrazione giornaliera delle Pm10: la tolleranza europea arriva fino a 35 all’anno, quindi è quasi scontato che in autunno, alla ripresa della stagione dello smog, sarà rapidamente superato anche per quest’anno. Villa Fulvia, che è la centralina di misurazione del fondo urbano, è di poco sotto, a quota 22 sforamenti, quasi ad indicare una presenza diffusa dello smog, al di là dell’effetto traffico. Va sottolineato che per tutto aprile non si sono registrati sforamenti e anzi la media delle polveri è rimasta quasi sempre molto lontana dal limite europeo, come del resto succedeva gli anni precedenti: si tratta infatti di un periodo dell’anno dove il meteo fa il suo dovere di ripulire l’aria senza bisogno di divieti.

In regione, per fare un parallelo, resta al top Modena Giardini, la centralina del traffico urbano sotto la Ghirlandina, che con 34 sforamenti è già a ridosso del limite europeo; al secondo posto c’è Reggio Timavo con 29 giorni oltre il limite.

L'ANALISI

L’assessore all’Ambiente, Alessandro Balboni, evidenzia anzitutto l’anomala situazione degli ultimi due anni, «la zona rossa ha avuto sicuramente un impatto, in termini di movimenti interni alla città e arrivi da fuori, ad esempio per il comparto turistico. I dati mostrano una flessione degli inquinanti ma non si possono dire rassicuranti, forse bisogna rivedere le analisi sull’apporto dei vari comparti allo smog». Per Balboni, che ricorda anche l’impennata delle concentrazioni l’anno scorso a fine marzo, in pieno lockdown duro, bisogna rivalutare «l’incidenza degli impianti di riscaldamento: le persone costrette a rimanere in casa più a lungo tengono temperature medie più alte in appartamento, e questo effetto ha maggiore impatto rispetto alla diminuzione del traffico. Si tratta di una conferma di quanto osservato nelle grandi città, dove si misura ormai nel 40-45% il peso dei comportamenti domestici sull’inquinamento dell’aria».

LE CONSEGUENZE

Con queste premesse è da mettere in preventivo un confronto piuttosto acceso con la Regione, quando si tratterà di ratificare le misure antismog per il prossimo autunno, che dovrebbero contenere i divieti per i diesel Euro 4 da ottobre a marzo durante la settimana e la conferma dell’estensione delle limitazioni a tutti i comuni emiliano-romagnoli, avviata a marzo e aprile in forma sperimentale. «Bisognerà valutare bene se è il caso di gravare i residenti e le aziende dei piccoli comuni di spese per la sostituzione di veicoli diesel Euro 4, sarebbe ipocrita penalizzare le fasce più deboli della popolazione in nome dell’emergenza ambientale che certo esiste - anticipa l’assessore - Mi auguro che la Regione e anche il governo ne tengano conto. Piuttosto valutiamo se misure come l’ecobonus 110% e l’estensione della geotermia possano contribuire a ridurre l’inquinamento appunto da riscaldamento civile».

Bisogna anche vedere se alla Regione arriverà la multa europea per le ripetute violazioni, e in che misura verranno coinvolti i Comuni. —

Stefano Ciervo

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