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Vaccini al Polo chimico a Ferrara, conto alla rovescia: partite le prime lettere-invito ai dipendenti

Ieri incontro tra Ifm e dirigenti delle aziende. Per cominciare si attende l’ok del Commissario, da definire il siero da usare

FERRARA. l Petrolchimico è pronto ad avviare una campagna vaccinale da 300-400 somministrazioni al giorno. Ma a completare la macchina logistica, già messa a punto, mancano ancora due elementi chiave: conoscere il tipo di siero da utilizzare, e avere il via libera ufficiale del generale Figliuolo, a cui deve seguire l’ordinanza regionale.

NOTA AI DIPENDENTI


La sollecitazione del presidente di Confindustria Emilia Romagna Valter Caiumi ad accelerare sulla messa in sicurezza dei siti produttivi, era già stata anticipata dall’accordo - firmato tra Ifm, Asl e Comune - che proprio ieri, spiega l’amministratore unico di Ifm Paolo Schiavina, ha compiuto un altro passo in avanti con l’incontro con i dirigenti delle aziende.

«Stiamo già inviando una nota a tutti i dipendenti per chiedere la loro disponibilità a vaccinarsi. Dal punto di vista organizzativo, ci siamo: due grandi sale, una per le somministrazioni con quattro punti vaccinali attivi otto ore al giorno, e una seconda per il monitoraggio post iniezione con quattro medici aziendali in servizio, sul modello dell’Hub della Fiera. All’occorrenza possiamo contare su due ambulanze e sette-otto vigili del fuoco soccorritori, disponendo anche di farmaci come l’adrenalina. E, naturalmente, tutto il personale addetto a vario titolo alle vaccinazioni è stato immunizzato, come prevede la norma, così come gli addetti alla vigilanza, considerato che al Petrolchimico entrano circa 32mila camion all’anno».

TEMPI E VACCINI

Mancano però ancora un paio di passaggi per poter avviare la macchina, nonché alcuni aspetti da chiarire, a cominciare proprio dal vaccino. «Ancora non sappiamo quale prodotto dovremo usare. Abbiamo un frigo, ora prestato all’Asl, per conservare Pfizer, la cui gestione resta comunque complessa, perché c’è una sequenza precisa da rispettare per scongelarlo e poi ogni fiala va suddivisa in sei parti da iniettare entro due ore - continua Schiavina - Inoltre stiamo aspettando l’ok da parte del generale Figliuolo, la cui delibera deve essere poi recepita da tutte le Regioni con un’apposita ordinanza».

I CRITERI

Altri aspetti da definire riguardano i criteri con cui procedere: «Sarà per età o per aree produttive? - si chiede Schiavina - Al momento il solo riferimento di legge è la procedura Inail che prevede la presenza di un medico competente per eseguire il triage, cosa a cui abbiamo già provveduto. Ma siamo in attesa di altre indicazioni». Non meno fondamentale è la definizione della platea da immunizzare: «Saremo in grado di eseguire dalle 300 alle 400 iniezioni al giorno, ma i tempi dipendono naturalmente dal numero di persone da vaccinare: se ci si deve limitare ai soli dipendenti delle aziende consociate arriviamo a 1.600, ma se si devono includere anche tutte le altre imprese che lavorano all’interno del sito - e per le quali abbiamo già dato piena disponibilità - il totale sale a tremila. Con questi numeri saremo comunque in grado di finire il primo ciclo al massimo in un paio di settimane, tenendo conto che si dovrà evitare di vaccinare nello stesso momento tutti i lavoratori di una stessa squadra, per assicurare la necessaria continuità».

LO SCREENING

Altro nodo, la vaccinazione dei famigliari dei dipendenti, caldeggiata da Crisanti e ben accolta anche da Ifm. «In questi giorni i contatti con Asl sono stati costanti e molto costruttivi - conclude Schiavina - Abbiamo avviato un intenso programma di screening veloce ogni lunedì e giovedì pomeriggio coinvolgendo tutte le aziende. Se malauguratamente un test dovesse risultare positivo, l’ interessato viene subito richiamato per fare il tampone molecolare, ma i 150 test fatti finora hanno dato tutti esito negativo». -

Alessandra Mura

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