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Ferrara, l’Asl: pronti ad aprire le vaccinazioni a tutte le età

Possono essere potenziati box e orari degli Hub: «Se arrivano le dosi, ci siamo». Nel Ferrarese 115mila immunizzati: 101mila richiami e 14mila guariti dal Covid

FERRARA. Pronti a potenziare ulteriormente la macchina vaccinale quando, come annunciato dal Commissario Figliuolo, si aprirà a tutte le età. «Noi siamo già organizzati - assicura la dg Asl Monica Calamai - Se arrivano i vaccini, noi vacciniamo». Da fine aprile è stato compiuto il salto fino a 3.600 somministrazioni al giorno in tutta la provincia, ma - sempre al netto delle scorte di siero - i numeri possono ancora crescere: «Attualmente l’Hub della fiera funziona anche in orario serale con meno box, che possono essere aumentati, così come può essere esteso l’orario degli altri Hub provinciali di Codigoro, Cento, Argenta e ora anche Comacchio, magari anticipando l’apertura mattutina».

A oggi sono 155mila le somministrazioni effettuate, e sono 101mila le persone immunizzate per aver completato il percorso vaccinale con il richiamo. Ma il totale sale a 115mila, se aggiungiamo anche i 14mila guariti dal Covid che possono contare sulla protezione degli anticorpi: per loro sarà necessaria un’unica somministrazione non oltre i sei mesi dalla guarigione.


Nel frattempo si procede per fasce di età, dando precedenza ai fragili subito dopo la fascia 60-64 anni. L’adesione da parte degli over 80 è stata altissima, quasi totale, molto buono anche il risultato tra gli ultrasettantenni, mentre la partecipazione tende un po’ a diminuire man mano che si passa alle fasce più giovani «ma si potrà comunque recuperare. Entro maggio cominceranno anche le vaccinazioni nei siti produttivi, e ci stiamo già attivando».

Anche il rifornimento dei vaccini ha cambiato passo: nel Ferrarese sono in arrivo 74.090 dosi tra Pfizer-BionTech (54.990), Moderna (4mila), AstraZeneca (14.100) e Johnson&Johnson, (1.000). Quest’ultimo è un vaccino a vettore virale che, come AstraZeneca, può essere somministrato dai 18 anni in su e in particolare agli over 60. Le controindicazioni riguardano l’ipersensibilità, ovvero l’allergia, a uno dei suoi componenti (principio attivo o eccipienti) o la non idoneità, per patologia, a vaccini a vettore virale. Eventuali effetti collaterali (dolore nell’area dell’iniezione, cefalea, stanchezza, nausea e a volte febbre) possono insorgere uno o due giorni dopo la somministrazione, e in egual tempo spariscono. Il grande vantaggio è l’essere monodose, con una sola iniezione necessaria, e l’immunità completa si raggiunge dopo 14 giorni.

L’accento viene posto anche sulla «comunicazione attorno ad AstraZeneca che non ha facilitato la campagna vaccinale, inducendo le persone a preferire altri vaccini - ha sottolineato Calamai - Ma al tempo stesso viene detto che il Regno Unito è stato più bravo dell’Italia, dimenticando che ha usato proprio AstraZeneca per tutte le età. Per questo ritengo che utilizzare tutti i tipi di vaccino per tutte le età sia una cosa intelligente, che va acquisita».

Se la campagna vaccinale avanza, il virus in questo momento sembra arretrare: la media dei contagi settimanale è scesa a 60, dopo i giorni bui degli oltre 300 positivi al giorno (nel bollettino di ieri erano 28).

Gli attualmente positivi sono scesi sotto la soglia dei duemila, dopo picchi di 3.500, così come i sintomatici seguiti a domicilio dalle Usca sono passati da un massimo di 500 ai 200 odierni. L’effetto si vede anche sugli ospedali, che oggi contano nel complesso circa duecento degenti nei reparti Covid (erano arrivati fino a 350), terapie intensive comprese, la cui occupazione si è di fatto dimezzata. -

Alessandra Mura

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