«In troppi casi è ancora l’uomo che detta legge»

Paola Castagnotto, presidente  del Centro Donne Giustizia: la pandemia tra le prime cause  di molti drammi. E le molestie sono ancora in aumento

Una recrudescenza impressionante. Gli ultimi dati sulla violenza contro le donne forniti dagli osservatori specializzati non potevano passare inosservati, né tra le istituzioni né tanto meno tra chi da anni studia questo preoccupante fenomeno. Tra di essi c’è sicuramente Paola Castagnotto, presidente del “Centro Donne Giustizia” di Ferrara, ma dal 1999 al 2004 anche assessore comunale prima alla pubblica istruzione, poi alle politiche sociali ed infine alla sanità dove è stata protagonista di anni intensi. È a lei che abbiamo chiesto i motivi di una barbarie che non trova giustificazioni in nessun contesto umano e che nonostante i tanti richiami continua a sfidare le leggi della fisica.

«Bisogna iniziare parlando della pandemia – dice la presidente Castagnotto – perché ha avuto, e purtroppo continua ad avere, un ruolo fondamentale. In negativo. Non si può prescindere da questo. Il confinamento, il cosiddetto lockdown cui siamo stati costretti e che ancora ci limita, ha ingigantito i problemi di coppia obbligando le persone a una convivenza forzata e deleteria, spesso terribile. Da queste situazioni sono poi derivate tante orribili tragedie». Eppure i mezzi di informazioni, le scuole, le campagne progresso non si risparmiano certo nel lanciare messaggi contro questa violenza assurda. «Ma certo, tutto questo c’è e fa la sua parte – prosegue Castagnotto – ma non dimentichiamo che il patriarcato è ancora molto forte e la superiorità dell’uomo sulla donna gioca ancora una funziona vecchia, difficile da estirpare». È più facile smuovere una montagna che abbattere un pregiudizio, insomma. «Ecco, appunto, questo è il tema. Il nostro Paese, e non solo il nostro – dice ancora Castagnotto – paga anche aree di arretratezza culturale, di scarsa informazione. Per questo è necessario creare una “rete” di figure istituzionali, politiche, tecniche, sanitarie e giuridiche, per portare alla luce questi casi di maltrattamenti che troppo spesso finiscono in tragedie». La violenza è anche un modo per esercitare un potere: «Ma certo – conferma l’esperta – basti pensare a quello che avviene nei luoghi di lavoro, dove ogni anno centinaia di migliaia sono le molestie subite in Italia dalle donne, da parte di superiori». E le scuole, dove le mettiamo: «Dovrebbero stare al loro posto, quello che assegna loro l’istruzione, rappresentare l’investimento più importante sul nostro futuro. A Ferrara stiamo facendo tanto anche in questo senso – conclude la presidente Castagnotto – Abbiamo la speranza che le giovani generazioni crescano con ideali e valori diversi. Serve tempo, ma sono convinta che non potrà vincere la legge della violenza». —


M. Puli.