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Vaccini, da oggi prenota la fascia 60-64. Da domani a Ferrara partono gli sms per i fragili

L’assessore Donini: entro maggio anche l’età dai 55-59 anni e i centri aziendali. Crescono i contagi tra gli under 17

FERRARA. Da oggi, con quattro giorni di anticipo rispetto al calendario iniziale, le persone dai 60 ai 64 anni di età possono prenotare la vaccinazione antiCovid in tutta l’Emilia Romagna. «Vogliamo fare più in fretta», ha detto semplicemente l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini nel fare il punto su epidemia e campagna di immunizzazione che in regione è arrivata al 15% di richiami su tutta la popolazione target. «Siamo fiduciosi sull’aumento delle consegne delle dosi tra maggio e giugno, il nostro tasso di somministrazione si mantiene al 90% di utilizzo, accantonando sempre le scorte per le due giornate successive. Stiamo correndo, ma vogliamo essere ancora più veloci».

L’AGENDA DI MAGGIO


Aperte dunque da oggi le prenotazioni per i nati dal 1957 al 1961 che nel Ferrarese (esclusi quelli con patologie) sono 24.950. Le modalità sono le solite (Cup, farmacie, telefono, Fse), mentre da domani cominceranno a essere chiamati direttamente dalle Asl di riferimento, tramite sms, le persone incluse nella categoria del fragili non gravi tra i 51 e i 59 anni, che nel Ferrarese sono 9mila e potranno prenotarsi dal 10 maggio. Undici le aree interessate: malattie respiratorie, cardiocircolatorie, neurologiche, diabete/altre endocrinopatie, Hiv, insufficienza renale/patologia renale, ipertensione, malattie autoimmuni/immunodeficienze primitive, malattie epatiche, cerebrovascolari e patologie oncologiche.

Sempre entro maggio, ha aggiunto Donini, si apriranno gli appuntamenti per i 55-59enni, procedendo dunque ancora per fasce anagrafiche finché la proposta del generale Figliuolo di aprire a tutte le età non sarà ufficializzata. «Il nostro obiettivo è mettere al sicuro la popolazione: oggi in ospedale ci sono tanti cinquantenni ricoverati», ha messo in chiaro Donini, dichiarando anche il pieno consenso al passaporto vaccinale, «fondamentale per la ripartenza».

Parallelamente, però, entreranno in campo i centri vaccinali aziendali, alcune decine in regione (a Ferrara c’è il Petrolchimico), secondo un criterio «di adeguatezza e concentrazione». Dunque niente piccole sedi parcellizzate, ma Hub in grado di eseguire circa 500 somministrazioni al giorno. Maggio sarà il mese della partenza: «Non c’è un vero e proprio accordo ma una condivisione totale con le aziende e le organizzazioni sindacali - ha sottolineato l’assessore - I centri aziendali, non necessariamente limitati alle realtà private, resteranno aperti fino alla fine di luglio e, in virtù della responsabilità sociale che ricoprono le imprese, potranno entrare a far parte a tutti gli effetti della rete vaccinale, ed essere utilizzati anche per il resto della popolazione».

Novità anche per il personale della scuola la cui vaccinazione era stata sospesa dopo le nuove linee guida del Commissario. La rapidità con cui l’Emilia Romagna ha provveduto e sta provvedendo a mettere al riparo i soggetti più a rischio, ha spiegato con soddisfazione Donini, ha indotto lo stesso Figliuolo a mettere nero su bianco il via libera al recupero del 30% lasciato indietro. Sempre a proposito di scuola, sono ormai prossimi i 78mila richiami per tutti coloro che avevano già avuto la prima dose con AstraZeneca, per i quali naturalmente sarà utilizzato lo stesso vaccino. Vaccino che, ha ribadito Donini, «a differenza di quello che è accaduto in altre regioni, in Emilia Romagna ha registrato percentuali bassissime di rinunce, grazie alla bravura dei nostri medici vaccinatori che hanno saputo tranquillizzare e convincere le persone». Da inizio anno la regione ha ricevuto 440mila dosi di AstraZeneca, e di queste ne sono state utilizzate 337.923, quasi il 77%, «a cui aggiungere però le 78mila dosi per i richiami degli insegnanti».

È invece proprio la fascia più giovane, quella fino ai 17 anni, che ora risulta la più colpita dai contagi. L’Rt, sotto l’1, è in leggera crescita «ma non esponenziale», mentre l’incidenza è a 118,83 casi ogni 100mila abitanti, lontana dalla soglia di guardia dei 250.-

Alessandra Mura

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