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Alberone di Cento, addio alla piccola principessa Sofia

Operatori del 118 con l'elisoccorso, foto archivio

Bambina di 12 anni affetta da una sindrome rara è stata colpita da un attacco mentre era a letto ed è morta al Maggiore

ALBERONE DI CENTO. «Addio piccola principessa sorridente». Hanno commentato così le sue insegnanti la notizia della tragica morte di Sofia Tassinari, bambina di 12 anni morta ieri dopo un attacco cardiocircolatorio all’ospedale Maggiore di Bologna. Una notizia che ha scosso l’intera comunità alberonese, da tempo stretta attorno ai genitori Cristiano e Marilena, impegnati nel sostenere la battaglia della piccola contro gravi patologie. Sofia, infatti, era affetta da una rarissima sindrome genetica aggravata da una cardiologica. Già l’altra sera aveva accusato dei problemi e i genitori l’avevano portata al pronto soccorso del Maggiore, ospedale che da anni segue la piccola. Dopo alcuni accertamenti è stata rimandata a casa. E ieri pomeriggio, attorno alle 15, l’attacco cardiocircolatorio mentre Sofia era a letto nella propria casa di via Chiesa. È stato il padre il primo ad accorgersi che la figlia faticava a respirare, tanto da praticare in prima persona il massaggio cardiaco, prima di chiamare i soccorsi. Sul posto sono arrivate l’ambulanza da Finale Emilia, l’automedica da Casumaro e l’elisoccorso dal Maggiore. In seguito pure i carabinieri di Cento.

CONDIZIONI GRAVI


Era evidente la gravità delle condizioni della bambina e a nulla sono valsi i tentativi dei medici del Maggiore, alcune ore dopo è arrivata la notizia che il cuore di Sofia aveva smesso di battere.

Notizia arrivata in breve tempo alle insegnanti, che la salutano in questo modo: «Tutto il personale della scuola primaria, della scuola dell’infanzia di Reno Centese e il dirigente scolastico dottor Paolo Valentini, si stringono attorno alla famiglia di Sofia, condividendone il grande dolore. Ricordano con immenso affetto il suo luminoso sorriso e la dolcezza dei suoi occhi che riscaldavano il cuore di tutte le maestre e dei suoi compagni di classe. Cara piccola Sofia, sei ora una principessa tra gli angeli».

Per il timore del contagio da Covid, quest’anno i genitori hanno deciso di non mandare la piccola a scuola (frequentava la 5ª elementare), considerando che era seguita costantemente da un insegnante di sostegno e da educatrici. Ma il legame con la scuola è sempre rimasto, tanto che regolarmente le veniva portata a casa l’attività da svolgere. Sofia veniva chiamata principessa perché amava indossare vestiti con pizzi e merletti.

LA COMUNITA'

Come abbiamo detto, Sofia era molto conosciuta ad Alberone. La comunità ha sempre cercato di aiutare la famiglia Tassinari, pur rispettando la loro scelta di riservatezza. Nel corso degli anni, infatti, sono state organizzate delle raccolte fondi, rimaste però sempre confinate ad Alberone o, al massimo, fra i compagni di classe della piccola.

«Questo è un paese abitato da brava gente - racconta don Marco Ceccarelli -, quando sono arrivato qui ho trovato persone attive nel sostenere questa famiglia e mi sono semplicemente affiancato a loro. C’è sempre stata grande delicatezza verso questa bambina e la sua famiglia ha sempre chiesto riservatezza, alzando un muro per difenderla; ma era un muro positivo, fatto di premura e dolcezza che tutti abbiamo rispettato. Sono, siamo, molto addolorati per la perdita della piccola Sofia». —

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