Cento, Toselli non è più sindaco: arriva il commissario

Dimissioni in blocco di tredici consiglieri, un atto di sfiducia che manda a casa prima del tempo il primo cittadino

CENTO. Si chiude prima della scadenza del mandato l'avventura di Fabrizio Toselli a sindaco di Cento. Oggi alle 13 (7 maggio) i tredici consiglieri di opposizione hanno protocollato un atto comune di dimissioni (ai sensi dell'articolo 5 del regolamento comunale e dell'articolo  141, comma 1, lett. b, n. 3 e 4 del Dlgs 267/2000), azione che è  finalizzata espressamente allo scioglimento del consiglio e che quindi non dà luogo alla surroga dei consiglieri dimissionari. Un vero e proprio atto di sfiducia, che manda a casa il primo cittadino e i gruppi che l'hanno sostenuto. Già dalla prossima settimana è atteso l'arrivo del commissario nominato dal prefetto, che guiderà il Comune sino all'elezione del prossimo sindaco di Cento, con il voto per le comunali  previsto in autunno (slittando in avanti rispetto alla scadenza naturale, a causa dell'emergenza coronavirus).

I tredici consiglieri dimissionari - Marco Mattarelli (LpC); Marco Pettazzoni ed Elisabetta Giberti (Lega); Alberto Cacciari (gruppo misto); Diego Contri (gruppo misto);  Gunner Glenn Maccaferri (Noi Che);   Marcella Cariani,  Vasco Fortini e Piero Lodi (Pd); Matteo Veronesi, Edoardo Fiocchi, Angelo Mottola, Daniela Tassinari (Coerenza civica) -  sono maggioranza in consiglio comunale e con le loro dimissioni hanno decretato la decadenza dell'assemblea e del sindaco. Tra i firmatari manca solo uno dei consiglieri dell'ex minoranza: Enrico Malucelli (Onda Centese) che nei giorni scorsi aveva espresso contrarietà all'arrivo di un commissario alla guida del Comune. Per i firmatari la loro decisione è "un gesto di responsabilità che i consiglieri di Coerenza Civica, Gruppo misto, Lega, Libertà per Cento, Noi che e Partito Democratico hanno compiuto di fronte alla ostinazione con cui il sindaco, dopo due mesi dal venir meno in Consiglio comunale della sua maggioranza politica, seguitava a non volere affrontare la situazione".

Una decisione che, ribadiscono i 13 consiglieri dimissionari è "dettata dall'amore per la città e dalla trasversale volontà di evitare che l'attuale stato di cose potesse trascinarsi stancamente ancora per mesi bloccando ancora di più Cento ed evitando ulteriormente vengano affrontati i veri problemi dei centesi".