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Ferrara, dipendenti pubblici stretta sui vaccini. Pfizer e Moderna: richiami “dilatati”

La sanità free riguadagna spazi, a Cona meno letti Covid. Verso una ripresa dell’attività chirurgica programmata

FERRARA. È subito partita in quarta la vaccinazione per la fascia 60-64 anni: ieri mattina verso le 11 erano già 14mila le persone che avevano prenotato l’appuntamento, su un target di poco meno di 25mila persone.

RICHIAMI PIU' LUNGHI


Ma l’intero mese di maggio si annuncia molto intenso su fronte della campagna vaccinale, che peraltro vede una significativa novità per Pfizer e Moderna secondo le ultime indicazioni del Cts: il richiamo, che finora era stato erogato rispettivamente dopo 21 e 28 giorni, potrà essere eseguito per entrambi entro un massimo di 42 giorni, con uguale sicurezza.

GIUSTIZIA E PA

Entrano in pista anche nuove categorie: oltre ai fragili, che l’Asl comincerà a chiamare da oggi tramite sms, si stanno stringendo i tempi anche per il comparto della giustizia, i dipendenti della pubblica amministrazione e i siti produttivi. «Stiamo ricevendo gli elenchi da parte della Procura, così come stiamo cominciando a ragionare con i Comuni, mentre lunedì è in programma un incontro con Confindustria - ha spiegato la Dg Asl Monica Calamai - L’obiettivo è partire in modo congiunto, entro la fine di questo mese».

RITMO PIU' RAPIDO

Si potrà contare anche su un ritmo più veloce della campagna vaccinale, che al momento viaggia su 2.800 somministrazioni al giorno, per raggiungere dal 14 maggio le 3.200. Il giorno successivo sarà completata la prima dose per la fascia 70-74 anni (63,5% di adesione), mentre il 23 maggio si chiuderanno quelle della fascia 65-69 anni. Al tempo stesso, in questi giorni riprenderanno, con la collaborazione dei medici di medicina generale, le vaccinazioni per la piccola quota di personale della scuola rimasto bloccato con la prima rimodulazione del piano vaccinale da parte del Commissario Figliuolo, così come si tornerà a vaccinare universitari, Protezione Civile e militari.

E continuano anche, è intervenuta la commissaria straordinaria dell’azienda ospedaliera Sant’Anna, Paola Bardasi «le interlocuzioni con il personale della sanità che fino a questo momento non si è ancora immunizzato». Si tratta, ha assicurato Bardasi, di «pochissimi casi», che si conta di poter persuadere evitando di ricorrere alle misure previste dalla norma sull’obbligo vaccinale.

Molti segnali confermano il rallentamento della pandemia: a cominciare dal tasso di incidenza, che nel Ferrarese è sceso al 57,7 casi ogni 100mila abitanti (la soglia di guardia è 250). Gli attualmente positivi si sono dimezzati nell’arco di circa un mese, e i ricoverati nel reparti Covid delle strutture ospedaliere ferraresi, al momento sono 144, circa duecento in meno rispetto alla punta massima. Salgono invece i contagi tra gli under18, anche se dalle indagini epidemiologiche del Dipartimento di sanità pubblica emerge una situazione ancora gestibile, pur da tenere sotto controllo, con 33 positivi riscontrati nella settimana dal 29 aprile al 5 maggio, su un totale di 117 test. I posti letto Covid occupati sono 90 su 156, con 16 degenti in terapia intensiva, e nello specifico al Sant’Anna il tasso di occupazione del letti Covid si è abbassato al 52%, mentre risultano sempre sotto pressione i reparti free. Altro segnale significativo: l’hotel Covid Astra si è svuotato, a oggi i 36 posti disponibili sono tutti liberi.

PIU' SANITA' FREE

È dunque tempo, sostengono sia Calamai che Bardasi, di cominciare a riconvertire gli spazi Covid e ricollocarli nella sanità ordinaria. Dal 3 maggio in particolare i posti letto Covid a Cona sono scesi (escluso il comparto pediatrico) da 140 a 116 con la riconversione del secondo settore della Medicina Covid. E ci si avvia anche a potenziare la ripresa dell’attività chirurgica programmata procrastinabile che era stata sospesa da metà marzo. È questo del resto l’invito rivolto alle aziende sanitarie dalla Regione, con una nota del 28 aprile. «A Cona abbiamo già riavviato il 10 per cento dell’attività, quota che aumenterà gradualmente», ha detto Bardasi.

Sempre a Cona, ha concluso la direttrice, si sta procedendo con il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, finanziato con 5,4 milioni attraverso il Dl 34 dell’anno scorso. Il programma prevede l’adeguamento del pronto soccorso (generale, ostetrico e pediatrico) e delle degenze da ordinarie a semintensive. I progetti esecutivi sono stati approvati un anno fa, tra maggio e giugno si avvieranno i lavori che dovranno essere completati a dicembre.-

Alessandra Mura

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