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Lavori di pubblica utilità per chi percepisce il Reddito di cittadinanza

Il sindaco: Chi diniega l'offerta perde il diritto al sussidio

A partire dallo scorso anno, i beneficiari del Reddito di cittadinanza sono tenuti a svolgere lavori di pubblica utilità per il Comune di residenza. Ed anche a Comacchio è partito ufficialmente il progetto che vede i percettori della misura impegnati nel rendere la cittadina un luogo più pulito. Lo ha annunciato il sindaco Pierluigi Negri, ringraziando l’assessore ai Servizi sociali Tiziana Gelli che ha seguito passo dopo passo il cambiamento di rotta.

come funziona


«Siamo i primi a promuovere un’iniziativa simile in tutto il distretto sud-est – va avanti il primo cittadino –; il risultato frutto di mesi di cooperazione tra l’assessorato alle politiche sociali, il consorzio Sì e la coop. Work & Service».

Un’opportunità «sia per i percettori del RdC che, dopo mesi di lockdown, hanno una buona occasione per allacciare nuove relazioni, sia per la collettività, che beneficerà di un maggiore decoro urbano». Ma come funziona? Chi è chiamato a lavorare può dire di no? «Ovviamente chi diniega l’offerta perde il diritto al sussidio – precisa Negri –. Squadre da cinque persone hanno già incominciato ad adoperarsi rimuovendo erbacce, rifiuti e graffiti. Attualmente è in corso la pulizia del loggiato dei Cappuccini, poi si passerà ai ponti». Nello specifico, chi beneficia del RdC deve offrire, nell’ambito del Patto per il Lavoro e del Patto per l’Inclusione sociale, la disponibilità a partecipare a progetti a titolarità dei Comuni, utili alla collettività, da svolgere nel comune. Si tratta, in sostanza, di lavori socialmente utili, definiti Puc, da svolgere in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni. —

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