Presunte pressioni del vicesindaco alla Cidas. Via all’inchiesta per tentata concussione

Interrogati presidente Coop e funzionaria: Naomo Lodi chiese di allontanare un dipendente che gli disse “sei un idiota” 



Si indaga per tentata concussione, per le pressioni, un ricatto (presunto) da parte del vicesindaco Nicola Lodi al presidente Cidas, Daniele Bertarelli al quale in una lettera-mail chiedeva di allontanare dal posto di lavoro (l’ospedale di Cona) un lavoratore che aveva offeso Lodi stesso dicendogli, in pubblico, che era un “idiota” e ripetendolo poi sui social. L’inchiesta ha già fatto il salto giuridico rispetto i primi atti conoscitivi raccolti un mese fa, dopo l’esposto della consigliera Gruppo Misto, Anna Ferraresi: il pm Ciro Alberto Savino, titolare dell’indagine, ha rubricato il reato, tentata concussione, e soprattutto “acceso” il motore delle indagini.


Ascoltati in procura

Proprio ieri mattina, infatti, da quanto si apprende, sono stati ascoltati negli uffici della procura il presidente Cidas, Bertarelli e soprattutto una funzionaria della Cidas stessa, Ida Moretti, destinataria della mail che Lodi aveva inviato e che ha aperto il caso politico-giudiziario. Questi sono soltanto i primi interrogatori svolti dalla procura, per aver conoscenza dalle “persone informate sui fatti” dei dettagli della vicenda. Mentre, il faccia a faccia di Lodi con gli inquirenti, per cui il suo difensore, l’avvocato Carlo Bergamasco, aveva dato piena disponibilità per chiarire la posizione del vicesindaco, potrebbe essere fissato la prossima settimana ed ovviamente in quel momento lo stesso Lodi dovrà – gioco forza e come atto dovuto – avere il ruolo di indagato per la tentata concussione (presunta, ribadiamo), che la stessa indagine in corso dovrà confermare o smentire. Già il mese scorso, quando il caso politico-giudiziario scoppiò, l’avvocato Bergamasco aveva spiegato con una nota stampa di voler chiarire assolutamente l’ennesima “strumentalizzazione” che vedeva vittima il vicesindaco, ma soprattutto, spiegava Bergamasco, che la lettera-mail di Lodi a Bertarelli «era da considerarsi un vero e proprio esposto disciplinare», e che non conteneva «alcuna prospettazione, a nessun titolo, di conseguenze negative sul rapporto tra il Comune e la Cooperativa». L’intervento di Lodi, precisava il legale, era un auspicio, sulla «invocata azione disciplinare per contribuire a mantenere la serenità del rapporto» tra Comune e Cidas che tra l’altro era stabilito da «precisi atti amministrativi (bandi, gare, aggiudicazioni, determine etc.) sui quali il vicesindaco Lodi non ha e non reclama alcun potere». Ora tutto questo il legale e Lodi dovranno ribadirlo al magistrato e alla polizia giudiziaria. Mentre ricordiamo, che per le offese, di “idiota” contro Naomo, il dipendente Cidas sarà processata per diffamazione aggravata. –

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