Prima classe di Gaibanella, il sindaco ci prova: «L’obiettivo è salvarla»

Per Fabbri bisogna anche «garantire la continuità per gli anni successivi».  Martedì è previsto un incontro con i genitori dell’istituto

Il Comune prova in extremis a salvare le prime classi delle elementari destinate alla chiusura per poche iscrizioni, a partire da Gaibanella. Martedì 11 il sindaco Alan Fabbri e l’assessore Dorota Kusiak hanno annunciato un incontro con le famiglie della scuola di Gaibanella per un confronto sulla possibilità di far partire ugualmente la classe, partendo dagli 11 iscritti attuali che sono un numero largamente inferiore al minimo. «L’obiettivo di tutti è riuscire a far partire la prima classe per l’anno scolastico in arrivo - spiega il sindaco - e garantire la continuità per gli anni successivi. La scuola è per Gaibanella un punto di riferimento fondamentale che va difeso con ogni mezzo possibile. Dobbiamo lavorare tutti assieme per garantire ai bimbi, che sono gli adulti del futuro, di poter studiare e socializzare nel territorio in cui sono nati e nel quale stanno crescendo. Il nostro impegno dev’essere quello di garantire servizi alle frazioni e alle famiglie che vi abitano a partire proprio dalla scuola».

L’ipotesi, ormai quasi una certezza, della chiusura della prima, di solito un passo decisivo per l’esaurimento di un plesso scolastico, era stata duramente contestata da un gruppo di genitori, per i quali si prospetta il trasferimento non certo agevole a San Bartolomeo, che conta 14 iscritti.


C’à da dire che l’anno in corso, il primo di pandemia, erano state mantenute le prime di Francolino e Malborghetto, che a settembre avevano iniziato con due classi da 7 e 12 alunni: il minimo indicato dal ministero, è il caso di ricordarlo, è di 15 iscritti. Già in passato erano stati concessi margini di discrezionalità, e appunto l’emergenza coronavirus aveva aperto ulteriori possibilità per le classi meno numerose nelle quali è appunto consentito un maggior distanziamento. Forse Fabbri, che non ha scoperto le sue carte, intende provare a far breccia con argomenti di questo genere sulle autorità scolastiche.

La cancellazione di prime classi soprattutto nelle frazioni, del resto, è un problema dilagante: oltre a Gaibanella, infatti, si sono “arrese” anche Villanova (zero iscritti) e Malborghetto (tre iscritti), mentre in città la Manzoni di Borgo Punta ha dovuto rinunciare ad una delle due sezioni di prima. —

S.C.

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