Contenuto riservato agli abbonati

Visite nelle case di riposo, l'Asl di Ferrara frena: «Servono indicazioni certe dalla Regione»

La Green card parenti ancora non c’è e il ministero non parla di documenti sostitutivi. Romagnoni: pochi giorni per chiarire

FERRARA. Via libera da oggi alle visite nelle case di riposo? Non è proprio così, almeno a Ferrara. L’ordinanza con la quale il ministro Speranza ha dato il via libera ai parenti dotati di Green card, cioè della prova che si è vaccinati oppure tamponati di fresco o ancora immuni in quanto guariti dalla malattia, secondo l’Asl di via Cassoli non garantisce un diritto automatico: «La Green card in se, come sappiamo, ancora non esiste e nell’ordinanza non si spiega se i singoli certificati valgono come sostituti - ha spiegato Franco Romagnoni, direttore delle attività socio sanitarie Asl - A questo proposito è opportuno attendere indicazioni della Regione, alla quale ho peraltro già inviato alcuni interpelli. Credo sia una questione di giorni, già martedì (11 maggio) c’è una cabina di regia regionale nella quale si potrebbe parlarne: meglio andare cauti, siamo in una provincia dove ci sono stati focolai in tre Cra già totalmente vaccinate».

L’Asl quindi darà indicazione di pazientare un po’ alle strutture che hanno già annunciato di voler chiedere un parere, ad esempio Betlem, «noi abbiamo già pensato di allestire uno spazio in biblioteca per gli allettati e dei gazebo all’ingresso della struttura» spiegavano ieri in via Fabbri: dovranno aspettare.


Consolazione

Viene quantomeno fugato il rischio che l’ordinanza facesse fare addirittura un paradossale passo indietro, nel senso d’impedire a causa del filtro della Green card l’accesso... ai parenti che già da settimane hanno ottenuto il via libera alle visite, con le modalità di sicurezza individuate dalle singole strutture, come stanze degli abbracci, separazioni, cortili degli incontri. «Sarebbe illogico tornare indietro - argomenta il dirigente Asl - il fatto che il ministro abbia scelto la strada dell’ordinanza anticipatrice di un Dpcm, mostra la volontà di aprire una strada verso le visite in sicurezza. Chi già l’aveva imboccata potrà continuare in questo modo».

Quel che ogni struttura sarà invece chiamata a fare è trasmettere all’Asl il proprio regolamento delle visite basate appunto sulla nuova ordinanza, «non è detto che serva un’autorizzazione ma informare l’Asl è un atto dovuto - spiega ancora Romagnoni - anche perché Cidas e Coop Serena, solo per fare due esempi, hanno al loro interno strutture molto diverse alle quali vanno applicate modalità specifiche».

Condizioni

Quando sarà sciolto il nodo delle certificazioni, in ogni caso, i parenti non potranno scavalcare regole e limitazioni di sicurezza: «L’ordinanza spiega chiaramente che la Green card non sostituisce mascherina, che dovrà essere una Ffp2, e distanziamento - aggiunge Chiara Bertolasi, presidente di Federsolidarietà e vice di Coop Serena - Niente abbracci diretti, salvo situazioni specifiche autorizzate dalle singole strutture, in particolare per la gravità delle condizioni dell’ospite, il cui benessere è al centro di tutto». La struttura che accoglie dovrà essere Covid free a meno che, sottolinea ancora Bertolasi, non possa garantire una «netta separazione» tra i reparti dove sono ospitati i contagiati e tutti gli altri, da mettere nero su bianco appunto nel piano visite da recapitare all’Asl.

È comunque un passo dal quale difficilmente si tornerà indietro, «non immagino strutture che possano negare ai parenti il diritto di visitare gli ospiti - è la conclusione di Bertolasi - a meno di motivazioni davvero serie, come una zona rossa, comunque da valutare assieme all’Asl di Ferrara». —

Stefano Ciervo

© RIPRODUZIONE RISERVATA