Contenuto riservato agli abbonati

Coccanile, nuova scoperta nell’antica pieve: ritrovato lo scheletro di un giovane

Archeologi e volontari continuano a scavare per arrivare agli strati più antichi dell’edificio originario

Coccanile, trovato lo scheletro di un giovane nell'antica pieve

COCCANILE. Si respirava aria di forte emozione ieri mattina a Coccanile, dove gli archeologi e i volontari del Gaf (gruppo archeologico ferrarese) stanno lavorando in un sito di particolare importanza e rilevanza storica. Infatti, è stato ritrovato uno scheletro perfettamente conservato, molto probabilmente di un bambino di dieci anni. Lungo poco più di un metro e composto nella posizione, è quasi certamente stato sepolto in quello che era il cimitero della pieve dove da tempo si son concentrati gli scavi.

Nel letto del canale Naviglio sono venuti alla luce i resti di una delle più antiche pievi testimoniate nel territorio di Ferrara, databile al VI-VII secolo, e della necropoli a essa associata. Quest’ultima scoperta è una risposta in più, anche se i resti si trovano abbastanza “in alto” e di conseguenza l’epoca è relativamente recente: 1.600, molto probabilmente. Certamente, però, si sta scavando nel punto giusto e la speranza è di trovare altri resti, specialmente negli strati più bassi, così da arrivare indietro nel tempo fino appunto al VI-VII secolo in cui l’edificio fu eretto.

PRIME TRACCE

Il ritrovamento in realtà risale al tardo pomeriggio di venerdì, tanto che il giorno successivo - come da prassi - archeologi e volontari hanno segnalato la presenza di questo scheletro anche alla compagnia dei carabinieri di Copparo.

Lo scavo archeologico è iniziato già nel 2019 nella zona di via Ariosto, dopo le prime tracce dell’antica pieve ritrovate proprio nel letto del canale Naviglio. La tomba di questo ragazzino rappresenta quasi certamente il primo strato delle sepolture annesse all’edificio religioso. Gli addetti sono convinti che sotto ve ne siano almeno altri due, fino ad arrivare all’origine della pieve o - quantomeno - al periodo del tardo Medioevo.  Ovviamente, la scoperta è stata segnalata immediatamente dalla responsabile degli scavi (l’archeologa Flavia Amato) anche alla Soprintendenza ai beni archeologici. Lo scheletro del bambino o ragazzino presenta ancora tutte le ossa e il cranio è integro. Sarà quindi prelevato e portato in laboratorio, dove continueranno gli studi. «Stiamo andando pian piano giù fino al Medioevo – spiegavano ieri dal sito –. È un lavoro certosino, quindi si deve procedere pian piano». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA