Maxitruffa alla Regione Intascano due milioni per bonifica dell’aviaria

Una azienda forlivese aveva ottenuto i lavori per sanificare la Eurovo di Codigoro Subappaltò a tre coop del Veronese e di Cesena ora accusate anche di caporalato

FERRARA - Sullo sfondo il “caporalato” con l’impiego di 148 lavoratori “in nero” e 232 “irregolari”, e le accuse di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro” (reato di “caporalato”), truffa aggravata per 2 milioni di euro, soldi pubblici incassati e sub-appalti non autorizzati. La procura di Ferrara ha chiuso l’indagine con avvisi di garanzia a sei indagati, per i quali a chiesto il giudizio (deve essere fissata l’udienza preliminare) e nei giorni scorsi sono stati notificati gli atti compiuti nell’indagine coordinata dal pm Andrea Maggioni e dai finanzieri del Comando provinciale di Ferrara e di Codigoro: una indagine che ha messo a fuoco i lavori affidati dall’Azienda Sanitaria locale ad una cooperativa forlivese in occasione dell’emergenza sanitaria avvenuta nel Comune di Codigoro per un focolaio di influenza “aviaria” presso l’allevamento avicolo Eurovo, uno dei grandi d’Europa, nell’ottobre del 2017, che poi portò alla soppressione di quasi 800mila galline.

I sei indagati sono il presidente, vicepresidente e direttore di cantiere della cooperativa forlivese, nonché dei legali rappresentanti delle tre imprese, due venete e una romagnola, alle quali erano stati successivamente concessi in sub-appalto i lavori, senza la preventiva autorizzazione dell’Agenzia Regionale Intercent-Emilia Romagna. Gli accertamenti dei finanzieri hanno consentito di chiarire che dell’appalto da quasi cinque milioni di euro affidato, sulla base di una convenzione, dall’Agenzia Regionale Intercent-Emilia Romagna, alla cooperativa forlivese, una parte di questi (due milioni, quelli contestati come truffa) era stata indebitamente concessa in subappalto a tre distinte società cooperative, due con sede a Verona e una di Cesena, per far fronte all’emergenza senza precedenti di aviaria che portò ala distruzione di quasi 800mila galline.


I reati contestati a vario titolo sono quelli già elencati, di caporalato, truffa aggravata per i 2 milioni di euro e sub-appalti non autorizzati, a conclusione delle indagini eseguite della Finanza di Codigoro che avviò gli accertamenti da un incidente stradale, avvenuto nella notte tra il 25 e 26 novembre 2017 sull’autostrada A13, nei pressi del casello autostradale di Ferrara Nord, quando un furgone con a bordo lavoratori finì nella scarpata, dopo un tamponamento quando l’autista del pullmino, un cittadino marocchino, morì sul colpo.

A bordo vi erano dodici persone, in maggioranza stranieri, senegalesi e nigeriani, che insieme ad altri loro connazionali avevano lavorato presso lo stabilimento dell’allevamento avicolo di Codigoro. Gli accertamenti della Finanza con l’aiuto dell’ispettorato del lavoro e Inail di Ferrara, consentivano di accertare che i nominativi di questi lavoratori non risultavano presenti nei registri di cantiere tenuti nello stabilimento avicolo dall’impresa appaltatrice.

Dalle indagini è emerso che i lavoratori extracomunitari venivano reclutati dalle imprese sub-appaltatrici che, approfittando del loro stato di bisogno, non li retribuivano o li sottopagavano, violando frequentemente la normativa sui turni di lavoro, sul periodo di riposo giornaliero e settimanale. E’ stato accertato l’impiego di 148 lavoratori “in nero” e 232 “irregolari”, da parte delle tre cooperative, con un’evasione previdenziale pari a 533.963 euro e un imponibile assicurativo non dichiarato di 894.164 euro.