L’Italia (quasi) tutta in zona gialla oggi il monitoraggio per un’altra svolta

Potrebbe essere l’ultima rilevazione basata sul parametro Rt E tra domani e la prossima settimana nuove riaperture

Ronny Gasbarri

Roma. Solo la Valle d’Aosta in arancione, con il resto del paese tutto in zona gialla. È questa la fotografia dell’Italia che dovrebbe uscire dal monitoraggio Covid di oggi. I nuovi dati epidemiologici che riguardano le Regioni saranno al vaglio della consueta cabina di regia settimanale del ministero della salute e dell’Istituto superiore di sanità e determineranno i nuovi cambiamenti di colore con le relative misure di contenimento della pandemia. L’unica regione in bilico è appunto la Valle d’Aosta, che ha numeri da giallo ma dovrebbe stare ancora una settimana in zona arancione. Atteso il ritorno in giallo invece per Sicilia e Sardegna.


ADDIO RT

Quello di oggi potrebbe poi essere l’ultimo aggiornamento col sistema di monitoraggio basato sui parametri finora utilizzati. I governatori, infatti, hanno chiesto il superamento dell’indicatore Rt, che misura la diffusione del contagio, puntando piuttosto sull’incidenza e sull’occupazione dei posti letto (il cosiddetto Rt ospedaliero).

RICHIESTA DELLE REGIONI

«La Conferenza delle Regioni ha fatto una proposta al Ministero della Salute e all’Istituto superiore di sanità sulla nuova parametrazione rispetto agli spostamenti in fascia – spiega il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga – c’è una condivisione di fatto universale sul superamento dell’Rt. Con un miglioramento così importante come quello che registriam in questo periodo, questo parametro rischia di essere distorsivo rispetto alla reale fotografia della diffusione della pandemia. Crediamo inoltre che in questa fase si debba guardare con più attenzione l’incidenza che testimonia quanto stia effettivamente circolando il virus. Con questa impostazione – conclude Fedriga – adesso il Friuli Venezia Giulia si troverebbe in zona bianca, avendo meno di 50 contagi per 100mila abitanti». Stesso discorso per Molise e Sardegna. E sulla modifica dei criteri di valutazione si è espresso anche il èresodemte della Campania Vincenzo De Luca, sottolineando che «bisogna fare attenzione perché quando si modificano mi viene il dubbio che qualcuno voglia costruire un vestito a misura degli interessi di altri territori, non per la Campania, quindi noi siamo sempre molto prudenti. Va bene la modifica dell’Rt, consideriamo come fattore importante le terapie intensive e la degenza occupati».

IL SISTEMA DEI COLORI

E a ritenere opportuno un restyling del sistema a colori, senza tuttavia stravolgerlo, è anche Fondazione Gimbe. Per il presidente Nino Cartabellotta, «la verosimile ripresa della circolazione del virus in un’Italia quasi tutta gialla richiede una revisione dell’algoritmo. Con il progredire delle vaccinazioni di anziani e fragili, entriamo infatti in una fase dell’epidemia dove a fronte di un’elevata circolazione del virus ci si attende un impatto sempre minore sugli ospedali». Tuttavia, secondo Gimbe, una revisione integrale del sistema «rischia di avvitarsi in sterili tecnicismi» e di divenire terreno di scontro Governo-Regioni, che, ritardando la modifica normativa, «potrebbero nel frattempo mandare in arancione alcune Regioni».

LE PROSSIME RIAPERTURE

Intanto si preparano nuove riaperture. Domani sarà la volta delle piscine all’aperto e lunedì la cabina di regia tornerà a riunirsi dovrà prendere decisioni in merito ad altri allentamenti richiesti dalle Regioni e dalle categorie economiche: innanzitutto il coprifuoco, ma anche l’apertura nel weekend dei negozi all’interno dei centri commerciali, la possibilità per i bar di servire al bancone, l’apertura delle piscine al chiuso. —