Oggi i dimissionari vedono il prefetto. Ma è saltata l’ipotesi commissariamento

Atto da regolarizzare: delegazione dei 12 consiglieri a Ferrara. Ormai tramontato il progetto di far cadere il sindaco Toselli

CENTO. Niente dimissioni e nessun commissariamento, anche se oggi è previsto l’incontro dei 12 dimissionari in Prefettura. Ma si tratta di fatto di assecondare la richiesta dei consiglieri dimissionari, perché all’atto pratico il Comune a questo punto non cadrà.

All’atto di dimissioni manca di fatto solo la regolarizzazione, per cui per il segretario generale del Comune di Cento, Margherita Clemente c’è il “non luogo a procedere”. Un parere che Clemente ha inviato mercoledì al prefetto di Ferrara, Michele Campanaro. Ora spetta alla prefettura pronunciarsi, ma come detto l’incontro con la delegazione dei consiglieri dimissionari non cambierà la situazione.


La delegazione sarà formata da Marco Mattarelli, Piero Lodi, Marco Pettazzoni e Daniela Tassinari. Andrà per sostenere e ribadire la validità dell’atto congiunto di dimissioni, firmato davanti al notaio Forte dai consiglieri Marco Mattarelli (Libertà per Cento), Marco Pettazzoni ed Elisabetta Giberti (Lega), Piero Lodi, Marcella Cariani e Vasco Fortini (Pd), Alberto Cacciari e Diego Contri (Gruppo Misto), Gunner Glenn Maccaferri (Noi Che), Matteo Veronesi, Edoardo Fiocchi, Angelo Mottola e Daniela Tassinari (Coerenza Civica). Una validità, contestata dal segretario generale del Comune (ai sensi e per gli effetti del combinato disposto di cui agli articoli 38 comma 8, e 141 comma 1, lett b, n.3, del D.Lgs.267/2000).

Manca però la regolarizzazione formale della presentazione dell’atto collettivo di dimissioni, consegnato dal consigliere Mattarelli al protocollo del Comune di Cento senza le deleghe con firma autenticata degli altri 12 consiglieri.

TUTTO SALTATO

Col ripensamento dell’altro capogruppo di opposizione Diego Contri, e la mancata consegna di tutte le deleghe quindi, l’operazione messa a punto dai consiglieri dimissionari è così definitivamente tramontata. E, con essa, anche lo scioglimento del consiglio, la fine del mandato Toselli e il commissariamento del Comune.

E il confronto è sempre più aspro. La vicenda delle dimissioni, e l’ipotesi commissariamento, ha reso incandescente lo scontro tra le parti. Di certo, fa discutere la scelta di Contri che, per primo, non ha voluto firmare la delega a perfezionamento delle dimissioni: «Ho preso una decisione nella convinzione che il bene di Cento valga molto più del peso delle critiche a cui mi sono esposto. È vero, l’ho fatto interrompendo un percorso, ma da quando non si può cambiare idea? Da quando confrontarsi e riflettere fa di un uomo un “bastardo che deve morire” (cito commento su Facebook)? Solo chi promuove l’arte di non fare mai scelte sbagliate, non conosce la fatica e il peso emotivo di un ripensamento».

Schierarsi per evitare il commissariamento ha voluto dire, per Contri «dare un’opportunità a Toselli, dargli quella fiducia che i centesi gli hanno dato cinque anni fa eleggendolo sindaco, affinché possano partire cantieri, e vengano portati a termine i tanti progetti pronti per il territorio. Una decisione di cui mi assumo in pieno la responsabilità. Perché tanta paura che Toselli faccia così bene in questi cinque mesi? È forse il rischio che venga rieletto? E se farà bene, non sarà un vantaggio per tutta la comunità? In caso contrario, nessun alibi: potremmo insieme dire che abbiamo sbagliato».

E a chi critica Toselli «per aver abbandonato Sant’Agostino al commissario», Contri replica: «Sono gli stessi che l’hanno votato, a dimostrazione che la politica a volte pecca di coerenza. Del resto, a volte si ascolta il cuore e non la ragione. Quel che è certo, è che restando fra i dimissionari potevo fare scelta di opportunità, mentre ne ho fatta una di cuore, nei confronti di Cento». —

Beatrice Barberini

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