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Cento. I dimissionari dal prefetto: «Il Comune è in ostaggio»

Tramontata l’ipotesi della convalida dell’atto con tredici firme presentato al notaio. Lodi: il sindaco rifiuta di dimettersi nonostante la sua maggioranza non esista più

CENTO. Dopo il “pasticcio” delle dimissioni in blocco sfumate, una delegazione formata da quattro dei dodici che avevano dato l’addio al consiglio ieri mattina ha incontrato il prefetto di Ferrara Michele Campanaro. Nella speranza di ribaltare la vicenda, ormai segnata: Toselli resta primo cittadino, niente commissariamento.

Marco Mattarelli, Piero Lodi, Marco Pettazzoni e Daniela Tassinari hanno salito le scale di palazzo Giulio d’Este, a Ferrara, per sostenere davanti al rappresentante del Governo le proprie ragioni: ovvero la validità dell’atto congiunto sottoscritto e presentato al notaio Alberto Forte, prima dell’ormai noto dietrofront di Diego Contri, che ha rifiutato di convalidare la propria firma presentandosi in municipio.



Al termine del faccia a faccia bocche cucite da parte della delegazione centese. «Incontro cordiale», ci si limita a commentare. Una dichiarazione unitaria ufficiale dovrebbe essere formalizzata solo oggi, dopo che è sfumata la possibilità di un comunicato congiunto con la Prefettura. Nel frattempo Fabrizio Toselli resta sindaco, dopo che il segretario generale del Comune, Margherita Clemente, aveva decretato il “non luogo a procedere”.

L’idea ricorso

La matassa non è semplice da sbrogliare, tecnicamente ancora prima che politicamente. Esiste qualche caso precedente a livello nazionale, tuttavia la giurisprudenza non è per nulla consolidata e i giudizi in passato sono stati divergenti.

Di fronte all’ufficializzazione di un pronunciamento della Prefettura contrario ai dodici consiglieri dimissionari, il blocco anti Toselli potrebbe puntare anche a fare ricorso, per vedere confermate le proprie posizioni circa la validità dell’atto congiunto. Con nessuna certezza, peraltro, di ribaltare le sorti della vicenda.

«Prevalga la sostanza»

Lodi non commenta l’incontro di ieri (14 maggio), tuttavia auspica una cosa: «Sarebbe brutto – dice il capogruppo Pd – se prevalesse la forma, fatta di deleghe e carte bollate, rispetto alla sostanza, che è chiara: il sindaco rifiuta di dimettersi nonostante politicamente la sua maggioranza non esista più. Sta diventando imbarazzante. La politica e il rispetto per le istituzioni nella nostra città stanno morendo. Chi non rappresenta più l’istituzione non tenga l’istituzione stessa ostaggio».

Secondo Mattarelli, «si sta dimostrando l’insipienza e l’inconsistenza del sindaco Toselli – sostiene il capogruppo di Libertà per Cento –. È ancora in sella grazie a un patto con Alan Fabbri e Alberto Balboni, per un centrodestra che, in realtà, sul territorio è una coalizione del tutto artificiale».

Fratelli d'Italia

Intanto oggi (15 maggio), dalle 15.30 alle 18, Fratelli d’Italia sarà con un banchetto in piazzale Bonzagni per raccogliere iscrizioni e presentare le prossime iniziative: «In appena due mesi dall’apertura del tesseramento 2021 – dice il senatore Balboni, oggi presente – si contano già oltre 100 iscritti, anche grazie alle iscrizioni on line. Anche a Cento una crescita impetuosa». —

F.T.

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