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L’Asl di Ferrara “avvisa” centinaia di sanitari no vax

La dg Calamai: ma dopo il decreto sull’obbligo vaccinale una parte ha assunto il siero. Covid free il personale dell’azienda territoriale

FERRARA. L’ultimo bollettino sanitario in cui è comparso il numero “1” è stato quello del 5 maggio scorso. Da quello successivo, nella casella riservata al personale Asl attualmente positivo, compare il numero “0”. Da una decina di giorni, infatti, tra i dipendenti dell’azienda sanitaria di via Cassoli non si contano nuovi positivi.

«Credo che non sia dovuto a un’unica ragione – afferma il direttore generale, Monica Calamai – ma a un concorso di motivi. È comunque un dato incoraggiante. L’incidenza complessiva dei casi di positività si è abbassata in tutta la popolazione. Ricordo che un mese fa si contavano oltre 300 casi positivi ogni 100mila abitanti (con punte fino a oltre 600 o 700 in comuni come Goro e Cento, ndr)». Gli ultimi dati Asl certificano un crollo dell’indice, sceso a 57 casi nel giro di poche settimane.


«La riduzione della positività generale nella popolazione, che ha il suo peso – aggiunge Calamai – è anche l’effetto della vaccinazione di massa. Ma anche la campagna che ha coinvolto il personale sanitario sta contribuendo frenare la circolazione del virus». A metà gennaio, quando questa attività era ancora agli esordi, erano 131 gli operatori di Asl e Sant’Anna “attualmente positivi” ma erano già scesi a una settantina nei primi giorni di marzo, quasi tutti addetti dell’azienda territoriale.

Nei primi giorni di aprile il numero di operatori Asl con test positivo era calato sotto la decina fino ad annullarsi alcuni giorni fa. I dati del Sant’Anna, che sono stati sempre più bassi in questi mesi di quelli dell’Asl, si contano da tempo sulle dita di una mano. «L’efficacia del vaccino è indiscutibile. Anche nelle case di riposo, oltre alla riduzione del numero dei contagi, abbiamo registrato sia tra gli ospiti che tra gli operatori una netta contrazione degli episodi più gravi», rimarca il direttore generale.

I sanitari no-vax

Non si è fermata, intanto, l’azione condotta dalle aziende sanitarie per ridurre il numero degli operatori in organico che non si sono sottoposti o hanno rifiutato la vaccinazione. In azienda i non vaccinati sono alcune centinaia, una parte però – dopo l’emanazione del decreto legge sull’obbligo vaccinale – ha chiesto di immunizzarsi. Il provvedimento introdotto per tutti i lavoratori della sanità ha fissato alcuni passaggi che sono già stati in parte esperiti. «Abbiamo ricevuto gli elenchi dei non vaccinati dalla Regione – spiega il dg dell’Asl – Al personale che non ha ancora provveduto abbiamo inviato tre lettere, l’ultima delle quali riporta le linee guida regionali. Abbiamo anche illustrato le prescrizioni della nuova normativa: gli effetti della sua applicazione possono comportare l’allontanamento dell’operatore dal luogo di lavoro e la sospensione dello stipendio». —

Gi.Ca.

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