Contenuto riservato agli abbonati

Ferrara, guardie mediche pediatriche a domicilio: task force per i neonati da madri positive

Un accordo tra Asl e specialisti formalizza il nuovo servizio che accorpa un team operatori disponibili alle squadre Usca 

FERRARA. Tra i pazienti positivi al coronavirus ricoverati all’ospedale Sant’Anna ci sono state, dall’inizio della pandemia, una ventina di mamme. L’azienda ospedaliera ha ricavato una sezione, dalla Sala Parto di Ostetricia, per garantire assistenza e isolamento a chi ha partorito in una condizione così particolare. Il neonato, per precauzione, viene tenuto in osservazione per qualche giorno assieme alla mamma per controllare le sue condizioni di salute e verificare se ha contratto il virus.

LA PRIMA VISITA


Uno dei momenti critici, per queste famiglie, è il rientro a casa: il bambino infatti deve essere sottoposto alla prima visita pediatrica entro 7-10 giorni dalla nascita per stilare il bilancio dello stato di salute.

Proprio per intervenire in modo sistematico in questi casi, nei giorni scorsi l’Asl ha firmato un accordo con la Federazione italiana medici pediatri (Fimp), rappresentata a Ferrara da Aldo Vinattieri, con lo scopo di costituire un raggruppamento di specialisti che possano intervenire a domicilio nei casi di parto con madre positiva. «Quando si crea una situazione di questo tipo - spiega Vinattieri – per i genitori non è sempre possibile portare il bimbo nell’ambulatorio del pediatra e comunque è più sicuro che il piccolo venga seguito direttamente a domicilio».

Il progetto è già partito: fino a poco tempo fa era basato sul contributo volontario del medico, ora è stato disciplinato attraverso un atto che individua il coordinamento di questa attività in seno alle Usca (Unità speciali di continuità assistenziale). Queste squadre di operatori sono state costituite per effettuare il monitoraggio dei pazienti di Covid-19 sospetti o accertati. Sono cinque quelle che operano in provincia, ora saranno integrate da pediatri di libera scelta che si sono messi a disposizione per svolgere questo servizio. Sono otto gli specialisti reclutati dall’azienda territoriale: Mario Berveglieri, Sabina Dalla Vecchia, Monica Malventano, Livia Manfredini, Cristina Marchetti, Eva Michelin, Fiorenza Rimondi, Lisa Pecorari. Due le motivazioni alla base del provvedimento: la formalizzazione di un percorso di presa in carico precoce dei neonati da madre positiva, come precisa l’Asl, e la necessità di integrare le equipe Usca, nel caso il pediatra di famiglia non possa seguire - per motivi che possono essere anche di salute - il proprio assistito a domicilio. Il servizio viene retribuito con 40 euro l’ora, l’Asl ha stanziato un fondo di 3.178 euro.

La collaborazione della task force proseguirà fino al 31 luglio. In generale, tra i bambini, la terza ondata pandemica ha fatto crescere il numero dei contagi «ma tra neonati e bimbi più grandicelli – conclude il rappresentante della Fimp – i sintomi dell’infezione si sono presentati raramente». —

Gi.Ca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA