Regione: più rifiuti all’inceneritore con il sì del Comune di Ferrara. “Speciali” no limits

La replica di Palazzo Municipale: ignorato il nostro parere. E in questa maniera abbiamo ottenuto meno emissioni e più controlli

FERRARA. Il Comune di Ferrara ha dato «parere favorevole» in Conferenza di servizio all’aumento della capacità dell’inceneritore di via Diana. A sottolinearlo è stata ieri mattina l’assessore regionale Irene Priolo, di fronte alla commissione consiliare. Il verbale della Conferenza dei servizi riporta infatti il sì formale da parte di Comune e Arpae. Emerge anche un altro elemento: i firmatari accettano la proposta Hera di eliminata la dicitura sul conferimento di rifiuti speciali «in via complementare e minoritaria» rispetto agli urbani, in pratica è un via libera all’arrivo in grande quantità dei profittevoli “speciali”.

La replica è arrivata nel pomeriggio dall’assessore Alessandro Balboni e dal dirigente Alessio Stabellini, entrambi presenti in Conferenza: in sostanza viene ribadito che il sì tecnico è arrivato a causa del mancato recepimento del parere negativo politico della giunta, e ha comportato come contropartita l’abbassamento di polveri e NOx, la riduzione del flusso di massa delle polveri e il mantenimento delle centraline di monitoraggio. Saranno poi installati sui camini analizzatori per mercurio e diossine, e sarà efficientata la fornitura di energia geotermica.


Per Marcella Zappaterra, capogruppo regionale Pd presente ieri in commissione, «se il Comune di Ferrara ritiene che ci siano valide motivazioni per rivedere la decisione di Herambiente, deve chiedere una sospensiva al Tar anche se fa certamente meno clamore del ricorso a Mattarella». Il riferimento è alla opposizione al Capo dello Stato annunciata martedì dal sindaco Fabbri, che ha tempi lunghi.



Altra sottolineatura di Priolo, a conferma di quanto aveva già dichiarato martedì la Regione: «L’aumento della portata dei rifiuti smaltiti a Cassana non è legato alla crescita dei rifiuti urbani, nella nostra pianificazione teniamo conto di 130mila tonnellate». Un eventuale aumento, aggiunge Zappaterra, «può essere solo giustificato con l’aumento dei rifiuti speciali conferiti nell’impianto e su questo punto si tratta esclusivamente di scelte locali e d’indirizzi industriali, fuori dalla programmazione regionale».

Priolo era andata in commissione, appunto, per illustrare l’aggiornamento 2022-27 del Piano regionale rifiuti: nel documento approvato dalla giunta c’è scritto, tra le altre cose, «alla luce del grado di raggiungimento degli obiettivi e delle azioni di Piano, valutati in sede di monitoraggio, verrà verificata anche la coerenza dell’impiantistica di termovalorizzazione dei rifiuti necessaria al trattamento dei fabbisogni regionali con la situazione reale determinatasi, nel rispetto del principio di sostenibilità». Nonpare proprio un viatico alla chiusura di via Diana.

Zappaterra ne approfitta per ricalcare la questione dei silenzi «del Comune: era ampiamente a conoscenza della questione, tanto che nel Cda di Hera siede Manuela Cecilia Rescazzi, che ha la tessera FdI in tasca ed che si trova in quel ruolo con l’avallo dell’amministrazione Fabbri». —

Stefano Ciervo

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