Contenuto riservato agli abbonati

Sisma, ricostruzione oltre il 90%

In regione ottomila edifici ripristinati e 5.700 attività economiche rese di nuovo agibili. Rimangono nel cratere Ferrara, Cento, Bondeno e Terre del Reno

FERRARA. Rialzarsi dal terremoto, nonostante le innumerevoli difficoltà, per ultima proprio questa terribile pandemia. Proprio oggi ricorre il nono anniversario del sisma che nella notte del 20 maggio 2012 ha fatto tremare case, palazzi e tanti cuori. La paura, lo smarrimento e l’incredulità del primo momento, sono stati via via superati da una grande prova di maturità e di coesione. Quella straordinaria volontà di rialzarsi, accantonando polemiche sterili e infruttuose, ha portato in questi anni ha un risultato positivo e soprattutto a dati confortanti se rapportati alle altre situazione drammatiche nei territori nazionali colpiti in questi ultimi anni da devastanti terremoti.


La ricostruzione

Oltre il 90% della ricostruzione è conclusa. È questo il primo dato fornito ieri dalle Regione in sede di bilancio. Cantieri, seppur rallentati in questi ultimi mesi per via dell’emergenza sanitaria, che non si sono mai fermati. Al momento sono aumentati a 45 i Comuni dove la ricostruzione è stata considerata pressoché terminata, con un nuovo restringimento del cratere, l’area che inizialmente ricomprendeva i 60 Comuni colpiti dal sisma. Ai 30 usciti nel 2017 se ne sono aggiunti quest’anno altrettanti e ora nel cratere ristretto rimangono solo 15 Comuni, dove si concentrano gli sforzi per terminare. Nel Ferrarese dopo l’uscita dal cratere di Vigarano Mainarda e Poggio Renatico, sono rimasti nel Ferrara, Cento, Bondeno e Terre del Reno.


Gli edifici
«Gli edifici ripristinati- secondo gli ultimi dati forniti dalla regione - sono 8mila, per circa 16.500 abitazioni (prime e seconde case) rese di nuovo agibili, oltre a 5.700 piccole attività economiche – negozi, attività artigianali, esercizi - che si sommano a quasi 3.500 imprese (industria, agricoltura, commercio) ricostruite o riportate in sicurezza».
Tutto questo attraverso 6,4 miliardi di euro di contributi concessi: numeri sostanzialmente invariati nell’ultimo anno, visto che la ricostruzione privata (abitazioni, piccole attività economiche collegate agli edifici, imprese) era già stata completata, con Mude, la piattaforma regionale per i contributi sulle abitazioni, e Sfinge, quella sulle imprese, che registrano ormai poche decine di pratiche aperte. Le scuole, tutte ristrutturate o costruite nuove: 541 gli istituti sui quali si è intervenuto.


I Centri storici
I centri storici, con un bando regionale per la loro rivitalizzazione che negli ultimi due anni ha visto gli stanziamenti della Regione passare da 35 a quasi 57 milioni di euro, con quattro finestre che hanno permesso di finanziare 863 progetti di riqualificazione o nuove aperture presentati da commercianti, artigiani, botteghe, imprese di servizi e professionisti, su 1.134 domande che troveranno risposta positiva, e quindi sostegno economico.
I numeri
«Sia nei numeri sia nella realtà - hanno detto ieri i vertici regionali - la ricostruzione privata nelle aree dell’Emilia-Romagna colpite dal terremoto del 2012 si può dire sia alle battute finali. Nove anni dopo le scosse del 20 e 29 maggio, che investirono le province di Ferrara, Modena, Bologna e Reggio Emilia causando 28 morti e 300 feriti, con 45mila sfollati e circa 13 miliardi di euro di danni, resta come noto da completare soprattutto la parte pubblica relativa al patrimonio artistico e culturale, la più difficile e delicata per i vincoli, anche paesaggistici, cui sono sottoposti beni di pregio e valore storico».
Anche qui però si sono fatti importanti passi avanti, basti pensare alle chiese, molte delle quali restituite al culto e alle comunità anche nell’ultimo anno. Più in generale, sono stati 457 gli interventi a edifici religiosi (comprese canoniche e altre strutture), con quasi 300 chiese riaperte sulle 437 inizialmente danneggiate e 71 dove i lavori sono già stati avviati.
Il punto sulla ricostruzione post sisma è stato fatto ieri dal presidente della Regione e Commissario delegato alla ricostruzione, Stefano Bonaccini, dal sottosegretario alla Presidenza della Giunta, Davide Baruffi, e dal direttore dell’Agenzia regionale per la ricostruzione, Enrico Cocchi.


Risvolti economici
«Un’area, quella del cratere - hanno osservato ieri in sede di bilancio di qeusti nove anni da sisma - che già prima della pandemia aveva dimostrato grande forza e capacità di ripartire: nel 2019, a sette anni dal sisma, l’occupazione era tornata ai livelli precedenti, con 22mila posti di lavoro in più rispetto a quelli del 2011, per circa il 27% del valore aggiunto regionale, equivalente al 2,4% del Pil nazionale. Nel Documento strategico regionale 2021-27 approvato dalla Giunta nei giorni scorsi, la Regione conferma l’impegno a mantenere un’attenzione particolare nell’area del sisma, con la scelta di rafforzare la capacità progettuale del sistema territoriale attraverso un utilizzo integrato delle risorse della ricostruzione, dei fondi europei e del Pnrr, il Recovery Plan». —
<SC1038,169> RIPRODUZIONE RISERVATA