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I cugini uccisi e poi bruciati: «Non hanno respirato fumo»

Gli esami tossicologici: Dario e Riccardo già morti quando l’auto venne incendiata. Gli inquirenti attendono gli ultimi risultati per poter chiudere l’indagine sul delitto

CODIGORO. «Non sono state repertate tracce carbionose nei polmoni dei corpi di “ignoto1” e ignoto2”», scrivono i tossicologi nella relazione depositata alla procura. E dunque se non c’erano tracce di fumo respirato mentre l’auto bruciava, vuol dire sono stati uccisi prima i cugini Riccardo e Dario Benazzi, ora formalmente e geneticamente identificati: Dario come “ignoto1” e Riccardo come “ignoto2”, visto che come si ricorda era impossibile un riconoscimento esterno.

Auto spostata.  Per via della condizione dei corpi dopo esser stati bruciati all’interno della loro auto spostata ad un chilometro di distanza dal punto in cui erano stati uccisi, nei pressi dell’impianto eolico, freddati con colpi di fucile da caccia. Le conclusioni delle analisi tossicologiche sono importanti, aiutano a capire meglio la successione dei fatti, ma soprattutto sollevano la famiglia dei due cugini, appurando i loro cari non sono stati bruciati vivi o moribondi e dunque non avevano sofferto ulteriormente in questo dramma senza fine e ancora sena risposte su cui gli inquirenti con determinazione stanno cercando di dare un nome all’assassino, a chi ha sparato, e a chi lo ha aiutato poi in un secondo momento a tentare di distruggere ogni prova dando fuoco all’auto e ai corpi dei poveri cugini Benazzi.


Ultimi esami in procura. Ora la procura, la pm Lisa Busato, attende le ultime relazioni dei tecnici, dei medico legali per poter fare il punto con gli investigatori dei Carabinieri e quindi chiudere l’indagine. I legali delle famiglie dei cugini Benazzi si dicono fiduciosi e ottimisti. Così anche gli inquirenti che stanno acquisendo da due mesi, riscontri, piano piano per poter risolvere il caso del doppio omicidio. –

D. P.

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