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Addio Lino, il re delle moto. Una collezione da 500 pezzi

Originario del Mantovano, Napoleone Bianchini aveva aperto nel 1960 un’officina a Burana. Nel suo garage un museo personale: due ruote costruite dal 1901 in poi e le marche più note 

il lutto

Il Napoleone di Francia era spesso raffigurato in sella a un cavallo. Il suo omonimo di Burana, anche se tutti lo chiamavano Lino, preferiva invece le motociclette. Ed è proprio il mondo degli appassionati delle due ruote rombanti a piangere la morte di Napoleone Bianchini all’età di 83 anni.


Lui sulle moto si sentiva un vero re. Di professione meccanico, nella sua officina le riparava. Ma non solo: le collezionava. Tanto che gli stessi esperti lo tratteggiavano come uno dei più noti e apprezzati collezionisti italiani di moto d’epoca.

un vero tesoro

Nel suo garage la raccolta di anni e anni era infinita, stimata fra i 400 e i 500 pezzi, tutti d’epoca e di grande importanza storica. Una sorta di museo personale, allestito dietro l’officina di Burana, aperta nel 1960, dove Bianchini, originario di Villa Poma nel Mantovano, si era trasferito per lavoro dopo aver svolto il tirocinio in un’altra officina.

Nella sua collezione, di cui parlarono le riviste del settore, motociclette che spaziano dai primi anni del secolo scorso fino agli anni ’60. La più vecchia è una De Dion Buton del 1901. Poi storiche marche estere anni ’10-’20 come Roc Antoine e Griffon e il fior fiore della produzione nostrana, come le preferite Guzzi, Bianchi, Gilera e una Miller. Un tesoro che, anche sopo la sua scomparsa, non andrà disperso.

il ricordo

«Era un grande amico del Camer – ricorda Maiko Rosati, presidente del Club auto e moto d’epoca Reggiano – e una figura di riferimento, quasi un mito, per tutti noi che siamo innamorati di auto e moto storiche. La sua collezione – continua Rosati – è da togliere il fiato, ma erano soprattutto la sua voglia di confrontarsi, la sua passione e la sua capacità di condividere la sua conoscenza a colpire chi lo ha conosciuto».

«Vogliamo ricordarlo – conclude Rosati – come uno dei più grandi che hanno contribuito alla diffusione della cultura motoristica d’epoca per tutta la sua vita. Il suo apporto anche alle attività del Camer è inestimabile. È una perdita per tutti: per la sua famiglia, per la grande famiglia degli appassionati di motori d’epoca, per chiunque sia entrato in contatto con questo straordinario e appassionato uomo».

martedì il funerale

Lino Bianchini lascia la moglie Adriana, la figlia Morena, l’amatissimo nipote Simone e il fratello Franco.

L’ultimo saluto è in programma martedì, partendo alle 14.30 dalla camera mortuaria della Casa della Salute di Bondeno. Alle 15 si terrà la messa nella chiesa di Burana. I familiari invece di fiori chiedono offerte per la parrocchia locale. —

F.T.

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