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Il Duomo di Ferrara apre a Natale

I lavori di restauro procedono spediti. Il vescovo: verso una cattedrale fruibile

FERRARA. Le ferite da sanare sono numerose e complesse tanto che il Duomo di Ferrara è considerato uno dei grandi malati del sisma 2012 e a distanza di nove anni da quelle tremende scosse, resta ancora fasciato e incerottato. E soprattutto dal 4 marzo 2019 ancora inagibile al pubblico di turisti e fedeli. Una grave perdita questi due anni di chiusura totale di uno dei monumenti più prestigiosi e simbolici della città. Iniziati nel novembre 2018, i lavori di riqualificazione della Cattedrale hanno subito alcuni intoppi, derivati proprio dalla scoperta della gravità dello stato di salute strutturale dell’antico edificio del XII secolo. Dopo i primi interventi effettuati all’indomani del terremoto di maggio che ne avevano chiuso il tempio per un paio di mesi, la cattedrale è stata riaperta. Nuovo stop nella primavera del 2015 quando attraverso studi accurati si è scoperta la fragilità del soffitto per cui sono stati effettuati oltre ai lavori di messa in sicurezza anche le necessarie procedure di sicurezza con l’applicazione di apposite reti per impedire che frammenti di soffittature cadessero a terra. Dopo l’intervento la basilica è stata nuovamente riaperta. Ma poi si è visto, quattro anni dopo, la gravità della situazione che riguardava soprattutto i pilastri di sostegno e lì l’intervento continua ad essere ancora in atto con la forzata inaccessibilità della cattedrale ferrarese, che si è scoperta fragile e che ha bisogno di un robusto intervento di rinforzo, in questi mesi viene eseguito dalla ditta Leonardo Costruzioni, impegnata anche in altri lavori di ripristino architettonico in questi mesi a Ferrara.

RIAPERTURA PARZIALE

In questi ultimi mesi c’è stata una significativa accelerazione nel complesso lavoro di ristrutturazione interno, tanto che emerge una sorta di cauto ottimismo per una prossima apertura tra i vertici della diocesi ferrarese.

L’arcivescovo monsignor Gian Carlo Perego, alla domanda su quanto finalmente si potrà entrare in Cattedrale, ha fornito una risposta che lascia ben sperare. «L’auspicio, visto l’evolvesi della situazione restauro e degli interventi in atto - ha detto il capo della diocesi - è quello di riaprire anche solo in maniera parziale la cattedrale nel tardo autunno, ma sicuramente confidiamo per Natale. Sarà necessario effettuare le dovute pulizie interne, perché il cantiere sarà ancora presente a lungo, ma sarebbe davvero bello e ci contiamo molto poter celebrare nella nostra cattedrale le messe del Santo Natale 2021».

Si era parlato a fine 2020 di riaprire anche la cattedrale nei mesi estivi per consentire ai turisti e ai visitatori di entrare all’interno del grande tempio ad assistere anche ai lavori di restauro. Il progetto ipotizzato però sta incontrando delle difficoltà proprio nel gestire la coabitazione tra visitatori e cantiere in corso proprio in una fase particolarmente delicata del restauro.

IL CANTIERE

La Cattedrale oggi si presenta al suo interno tutta fasciata e incelofanata. Coperte per bene le opere d’arte, ammassati nella navata centrale si trovano le suppellettili come i confessionali, i banche, le panche. Tutti gli otto pilastri portanti della cattedrale sono sotto i ferri, dopo aver eseguito i rilievi sullo stato di salute.
«I lavori proseguono spediti - dichiara Francesco Geminiani, titolare della “Leonardo Costruzione”, l’azienda specializzata nei recupero di edifici architettonici di pregio - la speranza è di trovare riscontro in quest’operazione anche dal giudizio dei tecnici regionali che devono valutare il restauro che stiamo facendo. È un lavoro lungo e delicato, ma andiamo avanti con fiducia». Occorrerà poi trovare un giusto equilibrio poi, quando verrà effettuata l’apertura parziale della cattedrale tra gli spazi accessibili per fedeli e visitatori e quelli che a rotazione verranno occupati dal cantiere, che stazionerà ancora a lungo per risanare tutto l’interno dell’edificio.

LE SCOPERTE

Nei mesi scorsi, mentre si stavano effettuando lavori per la messa in sicurezza dei pilastri portanti che reggono la Cattedrale ferrarese sono venuti alla luce decorazioni, capitelli e sculture delle antiche colonne che sostenevano la cattedrale originale, quella romanica costruita dal 1135. Sculture di grifoni e animali simili a quelle che si vedono in altre cattedrali realizzate nel XII secolo, come Notre Dame a Parigi. Dopo poco più di trecento anni sono riemersi da quella colata di mattoni e cemento voluta a inizio Settecento dagli allora cardinali Dal Verme e Ruffo, con l’obiettivo di avvolgere e consolidare le colonne con pilastri più grossi in uno stile tardo barocco che tanto furoreggiava in quegli anni. Un’operazione che alla lunga, come hanno detto i tecnici nel maggio 2012 all’indomani del terremoto, ha finito per rendere più vulnerabili le colonne portanti alle scosse sismiche, facendo perdere elasticità ai pilastri. Anche in queste ultime settimane sono emerse dalle antiche colonne nuove decorazioni che risalgono al periodo originario di costruzione della chiesa. Nuovi reperti che impreziosiscono la cattedrale ferrarese. —