Contenuto riservato agli abbonati

Dogato. Il ponte è degradato, per demolirlo e rifarlo servono 765mila euro

Il manufatto di via Bordocchia da mesi era sotto verifica. La soluzione drastica è stata preferita al consolidamento

DOGATO. Non basta il ponte San Zagno, chiuso da due mesi e mezzo. Sul territorio comunale di Ostellato, ma dalla parte opposta rispetto a San Giovanni, ad avere problemi è anche quello sul canale Convogliatore di via Bordocchia, un’arteria di campagna che dalla frazione di Dogato conduce verso Portomaggiore. E anche in questo caso la soluzione al degrado eccessivo del manufatto in calcestruzzo a cinque campate è fatta da due parole: demolizione e ricostruzione.

L’onere economico


L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Elena Rossi pochi giorni fa ha approvato lo studio di fattibilità tecnico-economica dell’operazione. Dal peso non certo indifferente: si parla di un costo complessivo pari a 765mila euro, sulla base del progetto redatto dall’ingegner Denis Zanetti.

L’intervento non era previsto dal piano triennale delle opere pubbliche 2021-2023 e di conseguenza sarà necessaria una variazione di bilancio da coprire, in parte, attraverso fondi municipali, ma anche con una richiesta di finanziamento alla Cassa Depositi e Prestiti.

Analisi e stop ai tir

Il ponte risale agli anni ’70 del secolo scorso e presenta evidenti problematiche di carbonatazione dei materiali. Nei mesi scorsi l’infrastruttura era stata sottoposta ad approfondite analisi, delle quali era stata incaricata la società MezzadrIngegneria di Ferrara, con l’obiettivo di capire come intervenire per mettere fine alla situazione di degrado e ai problemi di staticità: in pratica, se attraverso un consolidamento oppure, ben più drasticamente, con un completo rifacimento. Alla fine, documenti alla mano, si è optato per la seconda soluzione.

Va ricordato che l’11 marzo scorso il Comune di Ostellato aveva emesso un’ordinanza di chiusura del ponte al traffico di tutti i veicoli, esclusi cicli e motocicli. Un mese fa è arrivata una revoca parziale del provvedimento: adesso il divieto di transito riguarda esclusivamente i veicoli aventi massa superiore a 12 tonnellate. —

Fabio Terminali

© RIPRODUZIONE RISERVATA