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Scuole, nel Ferrarese contagi azzerati per prof e collaboratori. Solo 24 studenti positivi

A marzo era stato raggiunto il picco di 111 studenti infettati. I protocolli adattati all'evolversi della pandemia

FERRARA. Nelle giornate più buie di metà marzo, l’assedio del Covid alle scuole ferraresi aveva raggiunto numeri da spia rossa: l’11 marzo c’erano ben 64 scuole coinvolte nei contagi (di cui oltre la metà nel distretto Centro Nord), 103 classi in isolamento, 111 alunni positivi e 31 contagi tra il personale scolastico (saliti a 36 la settimana successiva).

Erano i giorni immediatamente precedenti l’entrata in zona rossa dell’intera Emilia Romagna e la conseguente chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, con l’istituzione della Dad al 100 per cento. Due mesi e oltre 210mila somministrazioni vaccinali più tardi, la situazione è radicalmente cambiata. Secondo i dati aggiornati al 20 maggio, le scuole toccate dal contagio sono in tutto sette (3 nei distretti Centro-Nord e Ovest, una sola nel Sud-Est), con 11 classi in isolamento (6 nel Distretto Ovest, 3 nel Centro-Nord e 2 nel Sud-Est), 24 alunni positivi (concentrati soprattutto nell’area Ovest, con 16 casi, mentre gli altri due Distretti contano 4 positivi ciascuno), e nessun caso di positività tra il personale scolastico, che tra l’altro proprio in questi giorni sta completando il ciclo vaccinale con il richiamo.


Un quadro in linea con l’andamento generale della pandemia, ma anche frutto di un lavoro costante e sinergico tra il Dipartimento di Salute pubblica dell’Asl e le stesse istituzioni scolastiche nell’applicazione di protocolli che, a loro volta, sono stati rimodulati via via sulla base dei riscontri epidemiologici. «Usciti dal primo lockdown della primavera 2020, nei mesi successivi abbiamo dovuto affrontare due picchi importanti - ricorda Roberta Carfora, medico igienista del Dsp Asl - Il primo tra ottobre e dicembre, il secondo nel mese di marzo di quest’anno. Adesso stiamo tornando a respirare, i casi si sono ridotti nettamente anche grazie al grande impegno delle scuole nell’applicare le regole legate all’andamento dell’epidemia».

Attualmente i protocolli prevedono, per nidi e materne, un periodo di isolamento di dieci giorni con tampone al decimo giorno in qualsiasi caso di positività (bimbo o operatore). In tutti gli altri gradi scolastici, dalle elementari alle superiori, le disposizioni in caso di contagio variano a seconda che la positività riguardi uno studente o un insegnante. Se a contrarre il Covid è un alunno, l’intera classe resta dieci giorni in isolamento e i tamponi vengono eseguiti il prima possibile e comunque non più tardi del decimo giorno. Se a infettarsi è un docente, viene eseguito il tampone il prima possibile, ma non viene disposto l’isolamento se sono state seguite tutte le norme anticontagio: per questo un docente non viene quasi mai classificato come contatto stretto, e non è necessario interrompere l’attività didattica. —

A.M.

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