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Rero, indagato per il duplice omicidio: artigiano 48enne tenta il suicidio

Ieri mattina il dramma nel dramma: l’uomo trovato all’interno della casa e subito soccorso dal 118. Altri esami dei carabinieri e del Ris nella zona vicino al campo dove sono stati uccisi i Benazzi

RERO. Due giorni fa ha saputo di essere indagato, ieri ha tentato il suicidio. Filippo Mazzoni, 49 anni, il padre accusato di omicidio e distruzione di cadavere, per – l’ipotesi d’accusa – aver ucciso i due cugini Dario e Riccardo Benazzi e poi aver dato fuoco ai loro corpi dentro la loro auto, è ora ricoverato in ospedale a Cona.

Ieri mattina, dopo giorni di tensione e tanto altro, lo hanno trovato nella casa di Rero che abita con il figlio, dopo un tentativo di suicidio: Filippo Mazzoni che è da alcuni giorni indagato con il figlio Manuel di 20 anni, per il duplice omicidio di Rero, è stato soccorso subito e ricoverato a Cona, in condizioni – dicono fonti sanitarie – per fortuna non gravi.


CON ELISOCCORSO

Lo hanno salvato i suoi familiari, lanciando l’allarme che i sanitari hanno raccolto trasferendolo subito in elisoccorso, ieri attorno alle 13.30, all’ospedale di Cona dove ora è ricoverato nel reparto di medicina d’urgenza, quasi guardato a vista e sotto controllo medico e anche psichiatrico, come accade sempre per tutti coloro che si trovano nelle stesse condizioni di vulnerabilità.

Nella tarda mattinata di ieri, subito pattuglie di carabinieri si sono recate sul posto, tutti quelli coinvolti nelle indagini sul duplice omicidio, per l’intervento in seguito a questo tentativo di suicidio, ma anche per svolgere attività tecniche di approfondimenti, che erano già programmate e comunicate – come vuole la procedura penale – anche alle persone indagate. Altri controlli, dei carabinieri di Ferrara, Migliarino e Massa Fiscaglia, con i colleghi della “Scientifica” dentro la casa dei due indagati, a caccia anche di altri riscontri per chiudere l’inchiesta sul duplice omicidio dei cugini Dario e Riccardo Benazzi. Il sopralluogo ha portato nella casa di Rero anche i familiari dell’artigiano, angosciati per l’evoluzione della vicenda che da giorni ha sconvolto le vite di tanti.

Nuovi accertamenti che servono – spiegano fonti della Nuova – per approfondire alcuni aspetti dell’indagine e che potrebbero dare altri riscontri alle ipotesi d’accusa. Si starebbero cercando conferme sulle celle telefoniche dei cellulari che scattano nella zona e ancora altri rilievi nella casa e misurazioni varie. Mentre sono in corso le perizie del Ris sul materiale trovate e repertato lunedì durante le perquisizioni all’interno della stessa casa.

IL CAMBIO DI PASSO

Insomma approfondimenti tecnici per poter arrivare alla svolta dell’inchiesta, annunciata da tempo. Inchiesta che ha subito una accelerazione nei giorni scorsi quando per la morte dei cugini Benazzi il fascicolo “contro ignoti” è stato modificato con le accuse rivolte per la prima volta, a padre e figlio. Un fatto che potrebbe avere un legame diretto al dramma di ieri. –

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