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San Bartolomeo, nella villa in cenere quadri e libri antichi: danni per mezzo milione di euro

Il proprietario è Carlo D’Onofrio scrittore e appassionato d’arte. Salvato un armadio del Settecento. Indagano i carabinieri

SAN BARTOLOMEO IN BOSCO. Mezzo milione di euro di danni, tra muri e parti interne, ed in queste tutto ciò che di prezioso è andato in cenere. Nella villa andata distrutta nell’incendio divampato martedì pomeriggio era custodito un vero e proprio museo. Arrivi in via Spinazzino, a San Bartolomeo in Bosco, dopo aver percorso alcune strade di campagna, e senti ancora l’odore di fumo e di bruciato.

È il proprietario, lo scrittore e appassionato d’arte Carlo D’Onofrio, a farci vedere quel che resta del suo museo. «Ecco, venga a vedere quel poco che si è salvato. C’erano quadri di valore, armadi antichi, intere collezioni di libri preziosi del Seicento e del Settecento. Un museo? Se vogliamo dire così. È andato quasi tutto distrutto. L’unica consolazione è che nessuno si è fatto male. Ma i vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte fino alle prime ore di oggi (ieri per chi legge, ndr)». Con lui, anche a rincuorarlo, c’è la figlia Francesca, avvocato, che lo aiuta a trasportare all’esterno della villa gli oggetti risparmiati dalle fiamme. Una passione antica come i suoi tesori, quella di D’Onofrio, il quale, a parte la naturale gentilezza, nasconde un cuore spezzato. Nel patio che dà accesso alla casa c’è un altro pezzo pregiato, purtroppo andato perduto. È un grande tavolo ricamato a mano, che ora è annerito e ricoperto di cenere.

San Bartolomeo in Bosco, casa distrutta dalle fiamme

«È stato un incendio accidentale – spiega D’Onofrio – ieri pomeriggio (martedì per chi legge, ndr) verso le 16,30. Sto eseguendo dei lavori di ristrutturazione. Mentre gli operai stavano lavorando sul tetto è partita una scintilla che ha innescato questo disastro. Comunque saranno i vigili del fuoco e i carabinieri a fare chiarezza. Doloso? No, mi pare si possa escludere questa eventualità». Mentre parla, D’Onofrio ci conduce nei pochi angoli accessibili della sua casa-museo e ci mostra di cosa è capace il fuoco. «Per fortuna – dice – siamo riusciti a salvare dalle fiamme un armadio antico al quale, anche affettivamente, siamo tutti molto legati in famiglia. È un pezzo del Settecento. Mai avrei pensato, un giorno, di dover vivere questo strazio». Arredi, libri, armadi, tutti di grande valore che fanno parte di una vita, di una ricerca durata decenni. D’Onofrio è ben conscio anche dei danni ingenti patiti: «Ovviamente – ci spiega ancora – non è ancora possibile fare una stima dei danni al centesimo, ma saremo attorno al mezzo milione di euro. Almeno». Parte della casa è inagibile e non è escluso che nelle prossime ore i vigili del fuoco arrivino per nuovi accertamenti, anche se ormai la causa accidentale è sufficientemente chiara.

La casa di Carlo D’Onofrio la conoscono tutti, qui in paese. Un gruppo di residenti si ferma per scambiare una parola col proprietario della casa andata distrutta e per portare quel poco di consolazione che è possibile portare a chi ha perduto gli oggetti amati frutto dell’impegno di anni e anni di ricerche e studi. Le indagini sono affidate ai carabinieri di San Bartolomeo. —

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