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“Maxi” inceneritore Hera rompe il silenzio. «Più efficienza l’aria non peggiorerà»

L’aumento di capacità di trattamento rifiuti porterà 25mila Mwh al teleriscaldamento 

la risposta

L’inceneritore extra-size sarà «più efficiente», ridurrà il ricorso alle discariche e, comunque, è dal 2008 che i monitoraggi «hanno dimostrato l’assenza d’impatti significativi dell’impianto sul territorio circostante». Dopo settimane di silenzio, e l’indomani della manifestazione di Legambiente sotto le sue finestre, in via Diana, Hera diffonde una prima risposta alle polemiche sull’aumento da 130 a 142mila tonnellate di capacità annua di trattamento rifiuti. La multiutility, che si era finora limitata a puntualizzare la regolarità dell’iter autorizzatorio, aggiunge ora l’aspetto della neutralità emissiva dell’aumento, con accento sulla produzione di maggiore energia a disposizione della rete di teleriscaldamento della città.


i dati

La nuova Aia, premette Herambiente, la società rifiuti della holding, «non peggiorerà la qualità dell’aria in città», consentendo all’impianto di lavorare al regime per il quale è stato progettato «e quindi ne eleverà l’efficienza». Dal punto di vista della termovalorizzazione, sarà possibile produrre più elettricità e calore, «energia che altrimenti sarebbe ottenuta da fonti fossili». Più precisamente, bruciare 12mila tonnellate in più di rifiuti contribuirà a produrre altri 25mila Mwh di calore e 2.630 Mwh di elettricità che alimenteranno le reti elettriche e il teleriscaldamento.

Si tratta di rifiuti, non riciclabili, che non finiranno a discarica, che «è internazionalmente riconosciuta come peggiorativa rispetto al trattamento termico - aggiunge la multiutility - perché non valorizza la componente energetica presente nei rifiuti, a fronte di un impatto ambientale non inferiore a quello derivante dalle termovalorizzazione». A livello di gruppo, Hera ricorda di aver ridotto al 3,4% il ricorso alla discarica per il conferimento dei rifiuti urbani, al di sotto sia della media italiana (23% nel 2018) che dell’obiettivo Ue al 2035 che è pari al 10%. Va ricordato peraltro che il territorio ferrarese non è toccato da queste dinamiche, in quanto le discariche sono state chiuse da tempo proprio per la presenza del forno.

Viene poi ribadito un dato già evidenziato dai tecnici della Conferenza dei servizi che hanno dato il via libera alla nuova Aia: fin dall’entrata in esercizio dell’impianto, «tutte le numerose campagne di monitoraggio effettuate hanno dimostrato l’assenza d’impatti significativi dell’impianto sul territorio circostante».

il ricorso

Ancora si debbono conoscere i termini dell’annunciato ricorso del Comune al Capo dello Stato contro la nuova Aia. Bisogna verificare, nel caso, come l’amministrazione giustificherà questa opposizione a fronte di un parere tecnico positivo, che ostacola un procedimento davanti al Tar. —

S.C.

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