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L’Emilia non ha posto per investimenti? Ferrara si candida con aree e il suo “patto”

La Provincia prepara per giugno il piano-attrattività. Fabbri ci mette Ferrara Nord e conta in una «sorpresa nella logistica»

FERRARA. Ferrara alza la mano per candidarsi a nuovi insediamenti produttivi e spera di farsi vedere dalla Regione, che solo qualche giorno fa, per bocca del presidente Stefano Bonaccini, ha detto «di non saper più dove mettere gli investimenti esteri», con riferimento alla via Emilia che vede un rifiorire di candidature. È appena il caso di ricordare quanto sarebbe importante in termini di posti di lavoro e spinta economica l’attenzione di qualche colosso, italiano o straniero, per un territorio che dai tempi di Berluti non vede significativi apporti da nuovi investitori privati, alla vigilia della ripresa post-Covid. Il sindaco Alan Fabbri e il vicepresidente della Provincia, Nicola Minarelli, con accenti e percorsi diversi, allineano quindi qualche elemento in fase di sviluppo nelle prossime settimane, con il primo cittadino che spera in «una sorpresa positiva nel settore della logistica, a breve».

"PATTO" ALLA FERRARESE


La Provincia intende convocare entro tre settimane una riunione della Consulta dell’economia e del lavoro che deve «costruire la cornice ferrarese del Patto regionale per il lavoro» sottolinea Minarelli, con riferimento allo strumento citato anche dal governatore come tassello fondamentale dell’attrattività emiliana. Quindici giorni fa, nel corso dell’ultima riunione, sono stati individuati i macro-temi sui quali concentrarsi per il rilancio economico del territorio: lotta alla crisi demografica, transizione ecologica, connessioni e infrastrutture, attrattività economica. «La nostra priorità è tornare attrattivi per gli investimenti, e la saturazione delle aree della via Emilia, di cui parla Bonaccini, può essere un elemento di cui tenere conto - è il ragionamento del vicario del Castello - Di sicuro il nostro obiettivo dev’essere quello di fare sistema, come territorio, per poi presentarci alla Regione con proposte che valorizzino i nostri punti di forza». Non un discorso nuovo, dalle nostre latitudini, che fino ad oggi non ha fatto granché breccia in Regione, nonostante diversi programmi di riequilibrio annunciati negli anni.

AREE A DISPOSIZIONE

«Ma ora possiamo anche contare su di un assessore regionale come Paolo Calvano - è la “carta” messa sul tavolo da Fabbri - Siamo in contatto continuo e credo si possa confezionare una proposta basata sui punti forti di Ferrara: noi abbiamo a disposizione l’area Sipro di Ferrara Nord per nuovi insediamenti (già candidata a Zona logistica semplificata, ndr), che si trova a metà strada tra Bologna e Padova, bisogna fare uno sforzo per individuare i soggetti imprenditoriali interessati». L’amministrazione comunale, oltre al terreno, può metterci «velocità nel rilasciare i permessi, è un aspetto fondamentale per convincere gli imprenditori» sottolinea il sindaco. E c’è sempre la questione del polo chimico da monitorare nel frattempo. —

Stefano Ciervo

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