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“Primavera slow”: mille e uno modi per scoprire il Parco del Delta

In bici, in barca o a piedi: così il territorio si vive lentamente. Visite guidate ed escursioni tra Emilia Romagna e Veneto

FERRARA. Metti una giornata alla scoperta del Delta del Po. Percorrere lunghi tratti di sterrato in bicicletta o avventurarsi tra giunchi e canneti a bordo di una piccola imbarcazione e approdare su una spiaggia deserta, ha un che di “esotico”. Anche, o forse soprattutto, se si tratta della foce del grande fiume. La Provincia di Ferrara l’ha capito e da anni organizza “Primavera slow”, ciclo di iniziative che portano il turista a scoprire il territorio in maniera differente. Non solo chilometri di sabbia e ombrelloni, anche boschi, pinete, valli, acquitrini e insenature. Tutte le strade dalla costa portano al mare, il bello magari è arrivarci attraverso percorsi diversi. In una delle canzoni contenute in “Paesaggio dopo la battaglia”, Vasco Brondi canta: «Facciamo un safari senza prendere più aerei». Ecco una frase che rende bene l’idea.

Si può partire per una grande avventura anche se la meta è dietro casa. Anche prendendo una bici, una barchetta o un kayak. Niente voli, niente alta velocità o mille chilometri in auto. Per vedere qualcosa di unico basta arrivare qui, alle porte del Delta. Da anni Emilia Romagna e Veneto, ciascuna regione secondo le proprie competenze, organizzano visite guidate, incontri ed escursioni per mostrare, raccontare e condividere i territori in modo più autentico e tangibile. Non una toccata e fuga ma una vera e propria immersione in quelle aree di confine che nascondono e conservano leggende antiche. Così, attraverso un calendario fittissimo di appuntamenti ed eventi, “Primavera slow” porta i turisti alla scoperta del territorio in maniera più, appunto, “lenta”.

Le iniziative

Gli appuntamenti da segnare in agenda sono davvero tanti e scegliere non è sempre semplice. Si va dalle escursioni in bicicletta alle Saline di Comacchio o di Cervia, al bike&spritz al Castello di Mesola o ai giri in canoa lungo il torrente Bevano. È possibile avvistare decine di uccelli attorno al vecchio faro di Goro o godersi un’esperienza bike&boat lungo il fiume Po; si può salire sull’eco shuttle scoprendo i segreti dell’Oasi di Campotto o vivere una tranquilla passeggiata all’interno della Penisola di Boscoforte, nella foresta allagata di Punte Alberete o ancora nell’antica Pineta di Classe, fonte di ispirazione dantesca. E per chi al fascino della natura unisce quello dell’arte, non manca la possibilità di associare le bellezze naturalistiche del Delta all’incanto della cultura che contraddistingue questi territori, scoprendo le meraviglie di palazzi, monumenti e chiese che caratterizzano molti dei Comuni dell’area.

Come funziona

Capire cosa è adatto o cosa no, cosa rientra nei propri gusti e cosa invece è da evitare, è semplice. Basta recarsi sul sito www.deltadelpo.eu per trovarsi davanti a un calendario fittissimo, ma occhio alle date. Se è vero che molte esperienze si possono fare in autonomia è vero anche che tante altre devono necessariamente essere fatte in gruppo, in ambito di visite organizzate. Per questo è meglio non lasciarsi andare a facili entusiasmi vedendo la sezione “Eventi”, prima di gioire bisogna consultare le date. Cliccando su ogni evento infatti si troverà il calendario con i giorni evidenziati in cui quel preciso “pacchetto” viene proposto. Ci sono iniziative di vario tipo, sia gratuite sia a pagamento; esperienze che durano un paio d’ore ma anche giorni interi. Insomma, le possibilità per un “safari dietro casa” ci sono tutte. Ogni visita guidata si svolge secondo le norme anti Covid vigenti e in sicurezza. —

Samuele Govoni

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