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Ferrara. Scontro sulle armi alla polizia locale: «Svolta giusta». «Nodi irrisolti»

Vitali (Fp Cgil): problemi legati alla custodia, abbiamo interessato i nostri legali. Falcitano (Sulpl): finalmente Ferrara è equiparata ad altri Comuni italiani. Ma il turno notturno è bocciato: "Non con questo organico, servono venti agenti in più".

FERRARA. L’annuncio del prossimo arrivo delle 150 pistole semiautomatiche per la Polizia locale Terre Estensi ha riacceso il dibattito, mai sopito, sulla decisione di armare gli agenti municipali.

Da sempre critica nei confronti della svolta fortemente voluta dall’attuale Giunta, la Fp Cgil torna a puntare il dito su quelli che considera i nodi irrisolti della questione, ritenendo il nuovo corso un salto in avanti che necessiterebbe invece di riflessioni più approfondite. A cominciare, spiega Natale Vitali, dall’obiezione di coscienza: «L’idea di avere un’arma non incontra il favore di tutti gli appartenenti al Corpo di polizia locale, qualche caso mi è già stato confermato, qualcun altro sta cominciando a chiedere informazioni in proposito».



C’è poi il nodo della custodia delle armi. L’annuncio dell’arrivo delle “Glock” di fabbricazione austriaca è stato accompagnato dall’assicurazione che negli attuali Comandi di viale IV Novembre e via Bologna (in attesa della nuova sede alle Corti di Medoro, la cui realizzazione però non è ancora cominciata) è già stata predisposta un’armeria con armadietti blindati, «ma quei Comandi non erano stati pensati per custodire le armi, e non ci sono spazi adeguati, mentre non tutti gli agenti sono disposti a tenere le armi a casa. Abbiamo interessato il nostro studio legale per un parere e capire come muoverci». Altro motivo di perplessità, prosegue Vitali, il fatto che siano stati armati tutti i 150 agenti del Comando, «anche quelli che fanno servizio allo sportello o vigilanza davanti ai nidi, senza distinzione tra i ruoli».

Obiezioni a cui ribatte il segretario provinciale del Sulpl Luca Falcitano, che saluta con soddisfazione «una svolta che equipara Ferrara ad altri Comuni italiani». La formazione, che al momento è stata svolta con personale interno «andrà implementata anche con corsi al poligono di tiro», mentre quello dell’obiezione di coscienza «è un falso problema perché la normativa non lo prevede, e su questo punto non c’è che da attenersi alla legge».

Gli agenti locali, ricorda Falcitano, «hanno la facoltà di portare con sé l’arma all’interno di tutto il territorio comunale, quindi hanno anche facoltà, e non obbligo, di custodirla a casa propria. Ben venga dunque il deposito per le armi», che secondo l’amministrazione sarà disponibile quando, entro poche settimane, le pistole saranno consegnate agli agenti. Anche sulla dotazione misurata per tipologia di servizio Falcitano puntualizza; «Qualunque attività tu sia svolgendo, quando indossi la divisa sei comunque un esponente delle forze dell’ordine, e i malviventi non guardano al colore dell’uniforme». Ma sull’eventualità, non meno dibattuta, di introdurre il turno notturno il rappresentante Sulpl è netto: «Non con l’organico attuale, servono almeno altri venti agenti oltre a quelli già preventivati». —

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