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Ferrara, Pd e inceneritore: «Hera disponibile ad un accordo no a indennizzi»

Il gruppo dem incalza sui rifiuti aggiuntivi, ma incassa il dissenso di Ferri sull’in house 

FERRARA. Meglio meno rifiuti inceneriti che più soldi, e la possibilità di trattare su questo punto con Hera ancora c’è. È questa la posizione del Pd dopo il dibattito in Consiglio comunale sul tema rifiuti che pure qualche ferita l’ha lasciata anche nell’opposizione, dopo le divisioni sul voto alla risoluzione M5s per studiare in sostanza la possibilità d’introdurre un sistema diverso dall’attuale per la raccolta rifiuti. Una richiesta che ha messo in difficoltà anche FdI, lo stesso partito dell’assessore Alessandro Balboni, il cui capogruppo Federico Soffritti si è astenuto a differenza degli altri consiglieri di maggioranza.

Perché il gruppo Pd ha votato a favore di uno studio su di un sistema in house come Forlì, un porta a porta, mentre sottolineava i risultati ottenuti nella raccolta differenziata e nel calo degli indifferenziati ottenuti con le calotte, introdotte dall’ultima giunta Tagliani? «Siamo sempre a favore del confronto, se c’è da riprendere un tavolo che peraltro esisteva già e i cui lavori sono stati interrotti non ci sono problemi - argomenta il capogruppo dem Francesco Colaiacovo - La ritengo una posizione pragmatica, peraltro nel documento non si parla esplicitamente di porta a porta. Non trascurerei nel frattempo la disponibilità manifestata da Hera sull’inceneritore, che nella lettera di recesso dall’accordo volontario per limitarsi a 130mila tonnellate l’anno di rifiuti, si è detta appunto disponibile a discutere un nuovo accordo. Invece l’assessore Balboni, lasciato solo dal sindaco in Consiglio comunale, sembra puntare tutto sui risarcimenti economici: il tema è impedire che a Ferrara arrivino altri rifiuti da incenerire da fuori, non incassare in cambio i soldi di Hera, mentre nella nuova Aia si dimezzano di fatto i controlli».


Su questo punto si ritrova anche Caterina Ferri, ma l’ex assessore che seguì in prima persona la “rivoluzione delle calotte” non ha per nulla gradito l’apertura ad un sistema diverso: «Ho votato contro la risoluzione anche perché era articolata male, si chiede ad esempio di portare un’indagine Asl sull’inceneritore al Consiglio locale dell’Atersir che non ha alcuna competenza in merito. Il sistema di raccolta rifiuti, poi, non dipende in maniera diretta dal tipo di gestione, in house oppure a Hera, e la risoluzione non esplicita la richiesta di superare il sistema misto. Certo, la posizione del gruppo è stata diversa».

La giunta non sembra prendere in considerazione l’idea di aprire un tavolo con Hera sulla portata dell’inceneritore, mentre andrà a battere cassa per i risarcimenti passati mai incassati, prendendo a modello il Comune di Modena che negli anni ha introitato 7 milionid i euro. —

S.C.

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