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Casolare distrutto dalle fiamme a Santa Bianca, c’è la pista dell’incendio doloso

Danni al tetto e al fieno contenuto all’interno. I vigili del fuoco al lavoro per ore I carabinieri indagano sulle origini del rogo, a gennaio già bruciato un bilancione

SANTA BIANCA. È uscito malconcio dall’incendio della notte scorsa un casolare adibito a magazzino e deposito situato nelle campagne di Santa Bianca. L’edifico, di proprietà dell’impresa “Baraldi e Raimondi” di Cento, è stato gravemente danneggiato dalle fiamme che hanno distrutto anche il fieno contenuto al suo interno. Erano da poco passate le 4 del mattino quando alcuni passanti hanno segnalato ai vigili del fuoco di Ferrara che qualcosa stava bruciando, a quel punto la centrale ha chiamato i volontari di Bondeno. Il buio era squarciato dalle fiamme. I pompieri giunti in forza sul posto hanno lavorato fino alle 8 del mattino per spegnere l’incendio e mettere in sicurezza lo stabile. Intanto, i carabinieri di Bondeno e Casumaro si sono occupati di effettuare tutti i rilievi del caso. Saranno loro a svolgere le indagini e a stabilire le cause che hanno portato al rogo.

Da una prima ricostruzione, anche se non si esclude nessuna pista, si pensa a un incendio di matrice dolosa. E quindi appiccato volontariamente. Nel casolare, infatti, non ci sono allacciamenti alla linea elettrica, quindi è difficile pensare sia stato un guasto oppure un cortocircuito.


POMPIERI AL LAVORO

Quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto, con Aps e autobotte, l’incendio aveva ormai attecchito al tetto della struttura, composto di travi di legno stagionato. L’edificio, pur essendo di proprietà della ditta centese, versava in condizioni già critiche; era quasi fatiscente. Per intervenire sul tetto i volontari di Bondeno hanno chiesto l’ausilio dell’autoscala che è arrivata da Ferrara. In questo modo, aprendosi un varco tra le tegole del tetto, i pompieri sono riusciti a domare le fiamme con una lancia a pressione. Un intervento lungo e complesso, che si è concluso soltanto alle 7. 30 del mattino, con la definitiva messa in sicurezza dell’area. Nonostante il tempestivo intervento, una parte del tetto è comunque collassata ed ora si contano i danni.

I PRECEDENTI

Se, come pare dai primi accertamenti, si tratta di un incendio doloso, viene abbastanza naturale pensare ai precedenti casi analoghi avvenuti proprio nel Bondenese e, in particolare, a Santa Bianca, negli ultimi mesi. A gennaio infatti, proprio nella frazione matildea, era bruciato completamente un bilancione. Anche in quel caso la struttura non era servita da elettricità, quindi pensare che qualcuno l’avesse appiccato volontariamente è stato quasi immediato.

A quell’episodio si devono aggiungere anche quelli avvenuti l’estate scorsa nel capoluogo comunale. Da mesi ormai si parla di una “banda” che si divertirebbe ad appiccare qualche incendio qui e là in luoghi più o meno abbandonati. Che ci sia un collegamento diretto tra quei casi e questo? Saranno gli inquirenti a stabilirlo, intanto resta da chiedersi come il sottotetto di un fabbricato in disuso possa aver preso fuoco da solo nel cuore della notte nelle campagne tra Casumaro e Santa Bianca. —

Mi.Pe.

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