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Minore ingannata e fatta prostituire. Condanne confermate in Cassazione

Alla ragazza era stato promesso un lavoro come colf o badante, ma poi era stata costretta a vendersi

FERRARA. Le avevano raccontato, come spesso accade, una bugia: «Vieni in Italia a fare la colf o la badante». Invece, nel lontano 2010, ingannata a 16 anni, finì sulle strade a prostituirsi tra Ferrara e Bologna per un gruppo di sfruttatori. Tutti condannati e adesso arrestati dopo la conferma delle condanne da parte della Corte di Cassazione.

Dunque, stangata era stata al processo di primo grado del 2019, a Ferrara, stangata è rimasta dopo la conferma della Corte di Cassazione che ha reso definitiva la condanna di un gruppo di persone che sfruttava giovani prostitute minorenni: 8 anni di carcere a Florina Bolgan e al marito Marian Bolgan, mentre 6 anni e mezzo Stoican Catalin. E dopo la conferma della condanna, per i tre sono scattati nei giorni scorsi i provvedimenti di esecuzione pena che gli uomini della squadra mobile di Ferrara hanno eseguito, arrestandoli. Loro cittadini romeni erano stati scoperti dalla Polizia nel 2010 e accusati di un giro di prostituzione che portava dalla Romania ragazzine minorenni. L’indagine era nata per caso, da un controllo di documenti falsi intestati a una donna romena, e poi gli ispettori della Mobile di Ferrara e quindi la Direzione distrettuale antimafia di Bologna si concentrarono sullo sfruttamento della ragazzina, da parte dei tre condannati, che con ruoli diversi avevano un evidente vantaggio economico.


Tutto era cominciato dalla denuncia della Polizia per documenti falsi e poi l’attività di indagine, condotta dalla Squadra mobile assieme alla Dda di Bologna, aveva utilizzato anche una fonte confidenziale, prova cardine dell’accusa. Con l’aggravante per il gruppo di aver sfruttato una minorenne (da qui l’interessamento della procura antimafia di Bologna per prostituzione minorile). Il gruppo, capeggiato dalla donna, in realtà la vera sfruttatrice che gestiva direttamente la ragazza, aveva sostenuto di non essere a conoscenza dell’età della ragazzina.

Del gruppo faceva parte anche una quarta persona Barcos Catalin che venne condannato in primo grado a Ferrara a 6 anni e mezzo (ma non si conoscono gli sviluppi delle altre sentenze), dopo il processo condotto dalla procura cittadina che vide accolte le proprie richiesta dal tribunale anche per tutti gli altri tre. Particolare importante, occorre ricordare l’attività di intercettazione con cui venne accertato che la ragazzina era stata portata in Italia con la promessa di un lavoro come badante o colf e invece venne destinata alla prostituzione su strada.

Per ovviare al problema della minore età, il gruppo aveva fornito alla ragazza un documento con false generalità (quello da cui partì l’inchiesta) per farla risultare maggiorenne e le venne assegnato un alloggio in un bed&breakfast in città e da qui controllata in ogni suo movimento. Le difese sostenevano che le dichiarazioni della ragazzina fossero da non accettare visto che aveva fatto una prima ritrattazione. Invece, i riscontri della Polizia di Ferrara hanno trovato conferma in primo grado, in appello e adesso in Cassazione. —

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