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Lidi. Sei tartarughe e anche un delfino trovati morti. E scatta l’allarme

Delta Rescue è attiva: «Mai successa una cosa del genere». Intanto si portano avanti indagini sul complesso fenomeno  

LIDO ESTENSI. Sei tartarughe marine e un delfino rinvenuti morti sull’arenile in pochi giorni. Il numero dei ritrovamenti non è circoscritto ai Lidi comacchiesi, perché oltre al delfino recuperato nei giorni scorsi, dai volontari dell’Enpa di Lagosanto, sulla spiaggia del Lido Pomposa, altri due esemplari sono stati rinvenuti lungo la battigia, rispettivamente a Cervia e a Ravenna. Ciascuna delle segnalazioni è rimbalzata dalle Capitanerie di Porto alla Fondazione cetacea di Riccione e alla sezione regionale Ambiente di Aics (Associazione italiana cultura e sport), entrate a far parte da alcuni mesi della task force Delta Rescue, che da sabato 29 maggio si è dotata di una nuova sede a Marozzo, alla presenza di varie autorità, fra cui il sindaco laghese Cristian Bertarelli.

Le cause


«Non spetta a noi compiere valutazioni sul fenomeno che auspichiamo possa essere isolato – interviene Mauro Rinaldi, coordinatore regionale di Aics, sezione Ambiente –, ma si tratta di una situazione anomala, che merita le dovute attenzioni a tutti i livelli istituzionali. Non è mai successo di trovare in meno di una settimana un numero così elevato di tartarughe e delfini spiaggiati, ormai senza vita».

Risposte attorno alle cause di morte degli animali marini rinvenuti, potrebbero giungere dall’autopsia che sarà eseguita dall’Istituto zooprofilattico di Cassana, presso il quale sono stati conferiti, a cura dei volontari dell’Enpa di Lagosanto. «Ringrazio per la straordinaria collaborazione la direttrice dell’Istituto zooprofilattico di Cassana, dottoressa Silvia Rubini – commenta Marco Pozzi, presidente dell’Enpa di Lagosanto –; siamo riusciti a riattivare il prezioso servizio di recupero, in forza della convenzione sottoscritta con il Comune di Comacchio, che ringraziamo per il supporto. Attualmente ci sono 20 guardie che hanno ottenuto il decreto prefettizio per operare. Mi preme evidenziare – prosegue Pozzi –, che il centro di Marozzo è stato designato da Enpa nazionale come primo centro italiano, adibito al rilascio della certificazione fluviale-marittima, una specializzazione che si potrà conseguire, in tutta Italia, solo da noi».

Come funziona

Il neonato centro inaugurato nella darsena di Marozzo si avvale anche della collaborazione con Auser di Ferrara, presieduta da Sandro Guizzardi, con cui saranno avviati progetti di collaborazione sul versante della tutela ambientale. La salvaguardia di specie protette quali sono le tartarughe marine e i delfini. passa anche attraverso l’opera di sensibilizzazione nelle scuole e proprio questo è lo spirito della mostra allestita il 29 maggio scorso con una trentina di elaborati realizzati dagli alunni degli istituti comprensivi di Codigoro e Lagosanto. «Grazie alla collaborazione con il Comune di Lagosanto, gli elaborati resteranno esposti per una settimana – ricorda Marco Pozzi –, nella sala civica del paese. Al termine della mostra saranno, a loro volta, esposti nella sede della Fondazione cetacea di Riccione, su gentile richiesta del presidente Sauro Pari».

Tante sono le iniziative in cantiere e visto l’incremento degli interventi di recupero, l’Enpa di Lagosanto è pronta ad accogliere tutti coloro che vorranno dare man forte alla giusta causa delle tartarughe marine e dei delfini. Al termine del percorso di addestramento sarà rilasciato un attestato, finalizzato alla manipolazione delle tartarughe e dei delfini morti. Per informazioni ed iscrizioni si può contattare l’Enpa all’indirizzo mail: tarta.enpalago@libero.it . —

Katia Romagnoli

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