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La storia di Poggio Renatico scritta sui muri dell’archivio

La linea del tempo parte dal 1100 e arriva al 2012, in mezzo novecento anni Un murale colorerà la parete sud: l’inaugurazione è prevista dopo l’estate

POGGIO RENATICO. Prende forma l’archivio comunale costruito nel parco del Ricordo a Poggio Renatico. Se fino a qualche tempo fa i più diffidenti potevano guardare con scetticismo alla costruzione, un cubo in cemento, ora devono ricredersi. Il lato sud dell’edificio prenderà colore nei prossimi giorni grazie ad un murale pensato appositamente per l’archivio e, intanto, tutto intorno ad esso gira una linea del tempo che scandisce gli eventi storici più importanti per Poggio Renatico. Il sindaco Daniele Garuti fu molto chiaro fin dall’inizio sul significato simbolico che il parco avrebbe dovuto avere per la comunità. «Sarà un luogo – aveva detto – in cui anche le nuove generazioni potranno ritrovare frammenti del passato».

La memoria. La parola data è stata mantenuta. Dopo l’installazione della torre in acciaio, scultura realizzata in memoria di quella in mattoni crollata il 20 maggio 2012, anche l’archivio si prepara ad aprire. In realtà ci vorrà ancora un po’ di pazienza perché lo spazio sarà inaugurato quasi sicuramente dopo l’estate ma, intanto, i lavori procedono. E questo è un buon segno. All’interno saranno posizionati tutti i faldoni e i documenti che prima erano ammassati nel sottotetto di Castello Lambertini. Tutto ciò che è stato recuperato dopo le scosse sismiche è stato conservato, ripulito e catalogato.


L’archivio storico comunale non sarà dunque un semplice deposito di materiali, bensì una vera e propria banca dati capace di dare risposte agli appassionati di storia locale, ai curiosi, ai ricercatori e perché no, anche ai giovani cittadini interessati a saperne qualcosa di più sulle proprie radici. La linea del tempo che si staglia sulle pareti esterne parte dal 1100 e arriva al 2012.

Presente e futuro. Nozioni chiare, precise, sintetiche e puntuali narrano i fatti principali che hanno plasmato il territorio. Condensate in date simboliche che racchiudono novecento anni c’è l’evoluzione storico politica di Poggio, dai Lambertini allo Stato Pontificio, fino alla Provincia di Ferrara. Un investimento da quasi 900mila euro (863mila) con il quale l’amministrazione guarda al passato, al presente ma soprattutto al futuro, perché i documenti recuperati riempiranno per metà l’edificio; il resto della storia, è tutta da scrivere.

Il Castello. Nel frattempo, prosegue spedito il restauro del Castello Lambertini. Mentre la ditta che si è aggiudicata il maxi appalto lavora in stretta sinergia con la Soprintendenza dei beni artistici e culturali che vigila sui lavori, la Regione ha scelto lo storico edificio come uno dei simboli della rinascita post sisma dell’Emilia Romagna. Il 17 giugno infatti verranno effettuate alcune riprese a Poggio Renatico, Crevalcore, Stellata e Ferrara per un video che verrà utilizzato a luglio durante una conferenza internazionale su cratere e ricostruzione. —

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