Turismo, in pole per ora c’è l’Italia Ma che fatica prenotare per l’estero

Le isole e il sud tra le preferenze più ambite. Chi vuol varcare la frontiera deve informarsi con attenzione

Partire per una meta turistica? Una faticaccia. E non solo per i bagagli e la prenotazione del biglietto aereo. Viaggiare in tempo di Covid è più complicato, soprattutto perché non tutti i Paesi stranieri hanno adottato le stesse regole. Un modo per iniziare a orientarsi è entrare nel sito del ministero degli Affari esteri e visitare “Viaggiare sicuri”, compilare il questionario richiesto e, con le risposte di ritorno, cliccare su “Cerca Paese”: compare una scheda con la normativa in vigore nello Stato di destinazione.

I Paesi sono sostanzialmente raggruppati in due categorie, la C e la D. Le norme sono diverse sia per l’uscita dall’Italia che per il rientro.


l’appeal delLa costa

Un bel po’ di lavoro in più anche per le agenzie di viaggio, che accolgono positivamente i primi segnali di ripresa ma scontano ancora la fase di trascinamento del periodo in cui sono state in vigore le restrizioni più forti. Molti preferiscono non varcare la frontiera. «Per ora le richieste sono per le isole italiane – dichiara Milena Dallafina, responsabile Worbas Viaggi – Sardegna, Sicilia, il sud e il mare di tutta la costa. Per l’estero si richiedono i Paesi dell’Unione europea, concentrandosi sulla Grecia che accetta i già vaccinati e la Spagna che invece chiede ancora i tamponi. Ho molti viaggi di nozze che sono rimasti bloccati; diciamo che in passato non era neppure possibile sposarsi ma adesso che sembra si possa fare, le richieste maggiori provengono proprio dalle coppie che finalmente possono stabilire una data. Hanno però difficoltà a partire. Le mete sono le solite: Stati Uniti, Polinesia, l’oriente ma non ci sono i permessi. Per ogni Stato dobbiamo infatti seguire il protocollo adeguato dovendoci aggiornare letteralmente ogni giorno in quanto le modifiche si susseguono continuamente».

Molto indaffarati gli operatori della Link Tour a causa dell’imminenza della prossima Granfondo del Po che si disputerà domenica 13 giugno e che vede quest’agenzia promotrice dell’evento arrivato alla sesta edizione.

«In questo momento non stiamo pensando molto al resto, siamo impegnatissimi con questa manifestazione sportiva – riferisce la titolare – abbiamo le prime prenotazioni ma quasi esclusivamente per il sud Italia. All’estero, in Europa, qualche nazione vuole ancora i tamponi, altri ammettono i vaccinati e quindi viviamo giorno per giorno perché i cambiamenti delle disposizioni si aggiornano continuamente e devo ammettere, puntando comunque a migliorare la situazione. Se vogliamo essere ottimisti ci aspetta un’estate certamente migliore di quella passata e forse anche più ricca di prenotazioni in quanto le persone nella maggior parte sembra vogliano rimanere in Italia ed ad esse si aggiungono anche i turisti. Contiamo al più presto di tornare vivere come prima e quindi a viaggiare come prima della pandemia».

Margherita Goberti

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