Estradato dalla Francia il cugino di Saman «Aiutò lo zio assassino a scavare la buca»

Il 28enne, consegnato a Ventimiglia, è stato portato in carcere a Reggio Emilia. L’avvocato dei genitori: «Mi contattino»

Miriam Figliuolo

NOVELLARA (RE). Il sopralluogo di ieri, tra le serre e nei campi intorno all’azienda agricola “Le Valli” di Novellara dove, dalla notte tra il 30 aprile e il primo maggio, si sono perse le tracce della 18enne pakistana Saman Abbas, ha avuto tutti i crismi dell’eccezionalità. Primo tra tutti per la notizia dell’ingresso in Italia e dell’imminente arrivo a Reggio di Ikram Ijaz, cugino 28enne della giovane che ha osato sfidare aberranti tradizioni familiari. Già martedì si erano intensificati i contatti tra gli investigatori italiani e quelli d’Oltralpe grazie all’intermediazione del Servizio di cooperazione internazionale della polizia criminale del Ministero dell’Interno per accelerare i tempi per la consegna. A dare la notizia dell’estradizione in corso è stato il colonnello Cristiano Desideri, comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia con a fianco il sostituto procuratore Laura Galli, titolare delle indagini, e di fronte a un muro umano tra giornalisti, fotografi e cameramen: «La novità molto importante è che in questo momento a Ventimiglia il Nucleo investigativo dei carabinieri ha preso in carico Ikram Ijaz, il cugino della ragazza, che era stato fermato dalla polizia francese. Verrà tradotto in carcere a Reggio».


Eccezionale anche la presenza in via Colombo 103 del sostituto procuratore Galli, che ha svolto un sopralluogo soffermandosi a lungo con i carabinieri in un punto ben preciso tra le serre della famiglia Bartoli, titolari dell’azienda agricola, dietro al capannone. Un’area poi delimitata dagli investigatori. «In base anche alle immagini acquisite della videosorveglianza abbiamo studiato il comportamento degli indagati e stiamo lavorando su un area che riteniamo essere verosimile per poter individuare la ragazza – ha infatti spiegato Desideri –. Lavoriamo grazie a particolari strumentazioni, come l’elettromagnetometro che arriva fino a una profondità di 5 metri, che ci stanno aiutando per poter mappare le anomalie del terreno, lì riteniamo che sia necessario scavare».

«D’altro canto tutte le ipotesi sono tenute in debito conto – ha aggiunto il colonnello – Non esclusa quella che passare sotto le telecamere sia stato un tentativo di depistaggio».

Poche parole invece dal pm Galli che, a chi le chiede del fratellino 16enne di Saman, precisa: «Deve ancora essere fissato dal gip l’incidente probatorio». Attualmente il minore si trova in una struttura protetta. Stando all’ordinanza del giudice ha rivelato agli inquirenti che la sorella è stata uccisa dallo zio, il 33enne Danish Hasnain, che resta irreperibile, forse in fuga tra la Francia e la Spagna. Nessuna traccia ancora anche dell’altro cugino: il 33enne Nomanulhaq Nomanulhaq. Per i genitori di Saman, Shabbar Abbas, 45 anni, e la moglie Nazia Shaheen, 48 anni, sono state invece avviate le procedure per la richiesta di estradizione. Dal loro legale, nominato d’ufficio, Simone Servillo, registriamo un appello: «Ho cercato di contattarli, anche per via consolare. Devono sapere che la loro posizione è difendibile. Prendano contatto con me senza timore». —