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Ferrara, raccolta rifiuti: i “granellini” che bloccano gare e affidamenti

Atersir vuole decidere su Clara, ma le liti tra Comuni frenano. E Hera potrà evitare di mettersi in gioco per un altro anno

FERRARA. Ai cittadini interessa che i rifiuti vengano smaltiti con efficienza e che le bollette non aumentino. Il modo e le tempistiche con le quali vengono definiti i gestori di questo colossale business, però, incidono non poco sulle modalità operative, e il Ferrarese negli ultimi tempi i colpi di freno si moltiplicano. Per i due gestori più importanti della provincia, Clara e Hera, si preannunciano mesi di passione, che nel caso della multiutility regionale potrebbero in realtà trasformarsi in un inatteso regalo, sotto forma di slittamento della gara.

Il caso Clara. Per la società ecologica nata dalla fusione Cmv-Area, con il mandato di smaltire tutti i rifiuti urbani del territorio provinciale con l’eccezione di Ferrara e Argenta, in realtà sarebbe scattato il count down per mettere in sicurezza il servizio addirittura per i prossimi quindici anni. Questo è infatti il lasso temporale per il quale i Comuni soci hanno definito l’affidamento diretto al momento della nascita della società, un business da una cinquantina di milioni l’anno. Da allora sono passati quattro anni e il progetto definitivo, corredato di piano industriale, non è mai giunto ad Atersir, l’agenzia regionale.


Nel documento degli obiettivi 2021, Atersir ha inserito «l’affidamento del servizio rifiuti per la provincia di Ferrara ad esclusione del capoluogo (oggi servita dalla società pubblica Clara)», quindi dovrebbe essere la volta buona. In realtà la stessa agenzia subordina questo obiettivo, come gli affidamenti di parte di Modena, della Bassa Reggiana e del Montefeltro, a «condizioni esterne, non solo legate all’emergenza sanitaria, ma anche al potenziamento degli organici». Ma intanto dovrebbe essere predisposta la proposta tecnica, con le specifiche dei costi e dei ricavi, che ancora risulta bloccata dai contrasti tra i Comuni soci: sono un paio d’anni almeno che l’Alto Ferrarese a maggioranza centrodestra è ai ferri corti con gli altri soci, per via di tariffe considerate tra le più alte della regione a fronte di tempi di ritiro poco soddisfacenti. E c’è chi tra Bondeno e Cento ipotizza addirittura la scissione, con l’aggregazione all’ambito di Ferrara o al Basso Modenese, opzione possibile visto che non si aumentano di numero gli ambiti.

Fino alle elezioni amministrative di autunno difficile si muova qualcosa.

Il caso Hera. Ferrara è invece in attesa dal 2016 di una gara ad evidenza pubblica che era lo scenario scelto dall’amministrazione Tagliani. Subito dopo però arrivò il sì al nuovo sistema di raccolta a calotte, con tariffa puntuale, che comportò un investimento di 12 milioni di euro, e un conseguente slittamento della gara. Atersir dal canto suo ha sempre lamentato di potersi occupare di una sola gara alla volta, avendo a disposizione appunto poco personale, e non ha mai messo in calendario l’ambito ferrarese.

Il 2022 poteva essere l’anno buono, se non che a mischiare nuovamente le carte è arrivata la convergenza di maggioranza e opposizione in Consiglio comunale, che assieme hanno “ordinato” alla giunta a «fornire uno studio di fattibilità per una futura gestione in house della raccolta rifiuti, sul modello Alea di Forlì (cioè porta a porta, diverso dalle calotte, ndr)». Un ipotetico rischio mortale per Hera, che rischierebbe di vedersi sottratto il servizio, da riportare in pancia all’amministrazione comunale, in caso appunto lo studio avvalorasse l’efficienza e la sostenibilità economica di un simile scenario.

Atersir, però, oltre un anno fa ha già bocciato in un approfondimento chiesto dallo stesso Comune, l’in house, se non altro per i 12 milioni di euro di calotte non più ammortizzabili in dieci anni. Il nuovo studio non sarà affidato quindi all’agenzia, anche per i dubbi espressi dai comitati civici. Ma sarà poi la stessa Atersir a dover certificare in ultima istanza la sostenibilità del servizio, difficile ipotizzare una “rivoluzione”.

Il Comune lancerà la gara dopo l’estate, per almeno un annetto quindi Hera continuerà a gestire il servizio senza timore di gare. —

Stefano Ciervo

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