Il centrodestra a Roma si adegua alla linea Meloni Irrisolto il nodo Milano

ROMA. Dopo settimane di diffidenze e veti incrociati, il centrodestra trova la quadra su Roma. A correre per il Campidoglio sarà il ticket composto da Enrico Michetti, candidato a sindaco, e Simonetta Matone, per la quale gli alleati scelgono la qualifica di “cosindaco”. Ad annunciare l’accordo è Matteo Salvini che già aveva proposto l’idea di mettere in campo una squadra per le grandi città, mentre una nota della coalizione parla di piena sintonia tra gli alleati. Esultano un po’ tutti, ma la vera vincitrice è Giorgia Meloni: è lei che voleva Michetti, candidato “civico” quanto basta per negoziare il via libera della Lega per Adolfo Urso alla presidenza del Copasir, ma anche candidato “politico” quanto basta per identificare con la regina dei sondaggi i voti che raccoglierà.

Michetti ovviamente si dice «assolutamente lusingato» e «contentissimo» del ticket con Matone, «insigne magistrato». «Roma è la mia città e il mio sogno – spiega – ora iniziamo insieme questa grande avventura per restituire insieme alla Città Eterno il ruolo di Caput Mundi».


Nella capitale il “tridente” si dovrebbe completare anche con Vittorio Sgarbi a ricoprire il ruolo di assessore alla cultura («Io mi sono proposto, non temo rivali», dice il diretto interessato) .

«Abbiamo fatto grandi passi avanti, un centrodestra compatto che lavora per vincere» esulta Giorgia Meloni che porta a casa la candidatura di quello che aveva definito “il Mr Wolf di Pulp Fiction, quello che risolve problemi”. «Enrico Michetti e Simonetta Matone – sottolinea – sono due straordinari professionisti, competenti in materie economiche e giuridiche ma sanno anche parlare ai cittadini e metteranno fine al disastro di Virginia Raggi».

Anche il leader del Carroccio si dice soddisfatto: «Il centrodestra è unito, compatto e forte», mette in chiaro tornando ancora una volta sul progetto della federazione (anche se il tema non viene sfiorato al tavolo) . Antonio Tajani fotografa il risultato raggiunto alla meta: «Il ticket Michetti-Matone è la migliore soluzione possibile per allargare i confini del centrodestra e per vincere a Roma. Alla fine il centrodestra va unito, mentre la sinistra ha tre diversi candidati», registra.

Il tridente diviso del centrosinistra accoglie il nuovo rivale in modo diverso. Promette una «campagna civile» Roberto Gualtieri, attacca Virginia Raggi («Lega Nord e Fratelli d’Italia hanno trovato un candidato a Roma ma senza un’idea per la città», cinguetta) , mentre Carlo Calenda ironizza: «Daje, sono passati quasi nove mesi ma ora manca poco per essere al completo».

Il tavolo del centrodestra, intanto, serve anche a ufficializzare la candidatura di Paolo Damilano a Torino. Sostanzialmente raggiunto, poi, anche l’accordo sulla presidenza della regione Calabria, che andrà al voto dopo la prematura scomparsa di Iole Santelli. L’annuncio verrà ufficializzato sabato, ma Sgarbi anticipa le liturgie politiche: «Il nome è quello di Roberto Occhiuto, da qui al fine settimana Salvini dovrà dire ai suoi che il nome spetta a Forza Italia».

Mercoledì prossimo, un nuovo vertice servirà a chiudere il cerchio anche su Milano e Bologna. Lo schema di gioco dovrebbe essere sempre quello della squadra. Gabriele Albertini ha dato la sua disponibilità per la poltrona di vicesindaco, a patto che il primo cittadino non sia un “politico” (leggi Maurizio Lupi) . Restano in campo le candidature del manager Mediolanum Oscar di Montigny, quella dell’avvocato Maurizio Dallocchio e Fabio Minoli, sponsorizzato dallo stesso Albertini. —