La zavorra demografica frena la ripartenza economica

Il convegno ieri alla Camera del Lavoro di Ferrara promosso dai sindacati Cgil, Cisl e Uil I problemi del calo di popolazione e imprese in un mercato del lavoro ancora contraddittorio 

Il convegno

La zavorra demografica nel momento della ripartenza. Un intero territorio da riprogettare. Questo il titolo del convegno che si è tenuto ieri alla Camera del Lavoro di Ferrara, coordinato da Massimo Zanirato segretario generale Uil, è iniziato con un’ampia analisi dei dati che Gianluca De Angelis ricercatore Ires Emilia Romagna ha desunto dall’Osservatorio sull’economia ed il lavoro in provincia di Ferrara n. 10. Il primo argomento trattato è stata la demografia che dopo il picco del 2015 ha avuto un blocco significativo nel 2020.


«Il decremento – ha rilevato De Angelis – è di 2.338 persone che le porta a 343.165 nella Provincia pari al 7,69 % della popolazione della Regione; l’impatto nel ferrarese del Covid è stato comunque inferiore a quello di altre Province».

Dopo la demografia i temi sono stati la forte incertezza del quadro economico sia in Emilia che nel ferrarese con ricaduta negli scambi con l’estero e la frammentazione del tessuto produttivo che con il mercato del lavoro fanno del 2020 un anno da dimenticare.

Le imprese infatti continuano a diminuire nel nostro territorio rispetto al 2019 e la variazione negativa che riguarda tutti i settori, decresce meno nel settore delle costruzioni seguita da quello agricolo, dei servizi e dell’industria; nonostante il blocco dei licenziamenti e la cassa integrazione i più colpiti ( turismo e commercio) sono quelli che sfuggono alle logiche del lavoro dipendente e più stabile; gli occupati diminuiscono, le occupate aumentano, il lavoro indipendente diminuisce e quello dipendente aumenta, le donne aumentano nelle sole forme indipendenti rispetto alle altre.

«In sintesi – ha concluso De Angelis – gli eventi del 2020 si inseriscono in una fase di complessiva incertezza sia sul piano economico che demografico; tale condizione riguarda l’intera Regione ed in misura maggiore Ferrara. Nonostante gli indicatori sembrino dire il contrario il mercato del lavoro resta un terreno contraddittorio con segmentazione fra i sessi, le età e le tipologie d’impiego. I segnali di recupero sono fortemente condizionati dall’incertezza del periodo estivo».

Per «Un territorio da riprogettare. Oltre la pandemia» Bruna Barberis segretaria generale Cisl Ferrara, ha presentato una piattaforma unitaria su un documento che declina le linee di interventi discendenti dal patto per il lavoro per il clima regionale che tiene conto della specificità del territorio regionale partendo dal settore della sanità che ha subìto troppi tagli e dove devono essere particolarmente rinforzate la medicina di base, ripensando al sistema delle Rsa ed alle strutture per i non autosufficienti, incrementando l’assistenza domiciliare.

Due gli ultimi interventi. Il presidente della Provincia Nicola Minarelli ha ribadito l’importanza del problema demografico sostenendo che si deve preservare chi già c’è ma anche invertire il trend ovvero stimolare i giovani a restare ed in questo un ruolo fondamentale lo ha anche l’Università che ha visto aumentare le iscrizioni ma non il desiderio di investire da noi, dei laureati. «Il nostro paese – dice – non affronta i problemi con progetti adeguati; è necessario perciò che si formi un tavolo provinciale».

Paolo Govoni commissario straordinario della Camera di Commercio dopo aver chiarito che il suo ruolo non si discosta molto da quello che aveva come presidente, ha inquadrato la crisi attuale partendo dal 2008, dal terremoto del 2012 ed ora dalla pandemia. «Quella di oggi è una situazione nuova ed inedita – ha sottolineato – ma le risorse a disposizione potranno risolverla solo se accompagnate da una progettazione adeguata a cui tutti dalla Diocesi qui rappresentata dall’arcivescovo mons Perego, all’Università ed alle istituzioni collaboreranno con consapevolezza ed in velocità». Sui problemi delle politiche interne dei nostri 21 Comuni ha concluso il segretario generale Cgil Cristiano Zagatti che ha auspicato la necessità di individuare nuovi strumenti per la loro gestione in quanto quelli precedenti non hanno dato i risultati sperati. —

Margherita Goberti

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