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Ferrara. Con l’acquisto di Celanese, Benvic rilancia. Nuove linee produttive e assunzioni

Già reclutata una ventina di addetti, in vista investimenti nei settori calzaturiero, medicale e dei tecnopolimeri

FERRARA. Celanese non lascia e Benvic raddoppia. L’accordo appena raggiunto tra Regione, Comune di Ferrara, sindacati e aziende mette fine a una vertenza che per quasi un anno ha tenuto con il fiato sospeso 67 lavoratori dello stabilimento di via Marconi. L’acquisizione, da parte di Benvic, di un ramo d’azienda di Celanese, non solo ha scongiurato un impoverimento del tessuto economico ferrarese (indotto incluso), ma ha posto le basi «per rendere il sito ferrarese Benvic l’impianto più importante del Gruppo a livello internazionale», hanno sottolineato Fausto Chiarioni (Filctem Cgil), Luigi Baiano (Femca-Cisl) e Eugenio Benini (Uiltec-Uil), esprimendo soddisfazione per l’esito della trattativa, ma anche per la sinergia positiva che si è creata tra istituzioni, aziende («hanno dato prova di grande correttezza) e lavoratori («sono stati pazienti , resilienti e disponibili a rimettersi in gioco»).

Altre assunzioni


Ma il bilancio occupazionale, continuano i sindacalisti, non si limita ai 33 lavoratori di Celanese assorbiti da Benvic, ai 25 rimasti in Celanese (23 in piazzale Domegani e 2 trasferiti a Forlì), ai 4 che prima dell’accordo hanno presentato le dimissioni volontarie per ricollocarsi altrove, e ai 5 per i quali si è arrivati a una conciliazione dopo aver rifiutato di spostarsi a Forlì. Perché nel frattempo Benvic ha proceduto a implementare il suo organico con nuove assunzioni. «Oltre al ramo di azienda di Celanese, Benvic ha acquisito anche altri impianti, a integrare la produzione esistente a base di Pvc», spiegano i rappresentanti dei lavoratori.

Nuove linee produttive

Apriranno dunque altre linee di produzione per i settori calzaturiero, dei tecno polimeri e medicale. A oggi Benvic, al netto dei 33 addetti assorbiti da Celanese, ha assunto una ventina di estrusoristi, ma il programma di assunzioni è destinato a proseguire «perché l’azienda intende avviare una realtà a ciclo continuo, e non ha abbastanza organico per poter assicurare la turnazione completa».

Da parte sua Celanese, proseguono Chiarioni, Baiano e Benini, «nel sito di piazzale Donegani prevede nel futuro nuovi investimenti, con un’ulteriore linea di produzione, la diciassettesima, nell’ambito di un’attività specifica nel settore medicale».

Il passaggio a Benvic, per i 33 (quasi) ex lavoratori di Celanese, avverrà il 1° luglio senza soluzione di continuità. Oggi avrà inizio la fase per gestire la transizione, che dovrà completarsi entro la fine di giugno e essere operativi con Benvic dal 1° luglio «mantenendo le tutele e i diritti acquisiti e senza ricorrere alla cassa integrazione», sottolineano i sindacali.

La transizione

Sarà necessario armonizzare i contratti, dato che quello di Celanese è riferito alla chimica industriale e quello di Benvic alla gommaplastica «ma dal punto di vista retributivo non cambierà nulla». Quest’ultima fase completerà una vertenza aperta nel luglio dello scorso anno «con grande preoccupazione, perché la notizia dell’intenzione di Celanese di trasferire a Forlì il personale del sito ferrarese non era stata preceduta da alcun campanello d’allarme circa crisi e ristrutturazioni, e ci aveva colto di sorpresa», ricordano i rappresentanti sindacali. La collaborazione tra Regione, amministrazione locale, organizzazioni sindacali e lavoratori «è stato un modello vincente e che ha permesso di dare ai lavoratori la possibilità di scegliere consapevolmente tra le opzioni messe sul tavolo che, per fortuna, si sono concretizzate nel corso della trattativa».—

Alessandra Mura

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