Minacce di morte a un giornalista della Nuova Ferrara

Scritte comparse su un cassonetto in piazzale San Giorgio «Verrai scannato». Ora sull’episodio indaga la Digos

FERRARA. Un giornalista de la Nuova Ferrara minacciato di morte con una scritta su un cassonetto per la raccolta della carta collocato in piazzale San Giorgio. Nel mirino è finito il cronista di giudiziaria Daniele Predieri. La frase è piuttosto inquietante. «Daniele Pedrieri (il nome del collega è stato scritto dall’autore della minaccia in modo errato, ndr)... la Nuova Ferrara... Verrai scannato come un porco».



Non è chiaro quando la scritta sia comparsa. Peraltro, negli altri cassonetti accanto, sono apparse altre minacce alle forze dell’ordine. Affiancate da una svastica con una particolarità: chi l’ha disegnata lo ha fatto al contrario. Esattamente come quelle che comparvero nei mesi scorsi prima alla sede del Pd di Porotto, poi alle scuole del Barco e quindi in quelle di Porotto. Le scritte furono vergate a ridosso della celebrazione del Giorno della memoria della Shoah. Qualche tempo dopo, nei giorni immediatamente precedenti all’anniversario della Liberazione, un’altra svastica al contrario comparve anche in via Scandiana, a ridosso della succursale dell’Istituto Vergani. Insomma, la mano potrebbe essere la stessa e toccherà ora alla polizia far luce su questo episodio. Ieri il collega ha sporto una denuncia su quanto accaduto negli uffici della Digos.



La solidarietà del cdr

A Daniele Predieri è arrivata ieri la solidarietà del cdr de la Nuova Ferrara. Ecco il messaggio: «Il Comitato di redazione della Nuova Ferrara esprime solidarietà al collega Daniele Predieri. Il brutale messaggio scritto da una mano anonima su un cassonetto colpisce un esponente del settore dell’informazione, un cronista che svolge quotidianamente il suo lavoro con impegno, professionalità e correttezza. Il diritto di cronaca è uno dei principi portanti della nostra Costituzione e dell’ordinamento nazionale, rappresenta uno dei beni fondamentali e irrinunciabili per garantire il buon funzionamento delle istituzioni democratiche. Quel messaggio minaccia un cittadino che svolge il suo lavoro legittimamente e imbratta la città con parole che sono un richiamo all’odio e alla violenza. Il Comitato di redazione, facendosi portavoce della redazione intera, sosterrà qualsiasi iniziativa che sarà intrapresa a sostegno del collega e del giornale». —

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