Presa a calci e trascinata per i capelli, divieto di avvicinamento per l'ex marito

L'uomo perseguitava l'ex moglie e la pestava. Dopo l'ennesimo episodio l'intervento della questura. La donna è ospitata in una struttura per persone maltrattate

FERRARA. Deve restare ad almeno 200 metri di distanza dall'ex moglie dopo averla pestata e malmenata. Il provvedimento della questura si aggiunge ad una lunga serie di altre misure dello stesso genere, finalizzate ad arginare condotte violente o aggressive, persecutorie nei confronti di persone che continuano ad essere molestate da ex conviventi, ex amalti, ex mariti. Ieri (11 giugno) gli uomini della Squadra Mobile hanno applicato la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla ex moglie ad un quarantanovenne della provincia, intimandogli di mantenere una distanza di almeno 200 metri.

Il provvedimento cautelare del giudice eseguito dalla Polizia, arriva a conclusione di un'attività investigativa partita a metà del mese di maggio, quando la donna, a seguito di percosse subite e conseguenti lesioni, era ricorsa al pronto soccorso. La donna convivente da tre anni con il proprio compagno, a partire dal 2019 aveva iniziato a subire continue vessazioni, molestie, lesioni da parte del compagno che in almeno quattro occasioni la obbligavano a ricorrere alle cure dei medici.

Il 14 di maggio, al culmine di un banale litigio, il compagno l'aveva gettata sul pavimento, l'aveva presa a calci, trascinata per i capelli e fatta salire a forza in auto dove l'ex moglie impaurita era rimasta per circa un’ora prima di rientrare in casa per prendere degli antidolorifici. Qualche giorno dopo però era stata costretta per il dolore a recarsi all'ospedale Sant'Anna dove i medici ascoltando la narrazione allertavano le forze dell’ordine.La donna è ora ospitata in una struttura per donne maltrattate. Le continue violenze reiterate da parte dell’uomo e cristallizzate dalle testimonianze e dai riscontri sanitari hanno consentito all’autorità giudiziaria di emettere il divieto di avvicinamento alla parte offesa.

"Una donna ogni tre giorni è vittima di femminicidio, per sette donne su dieci l'aggressore ha il volto del marito, compagno e fidanzato, oltre 2000 sono gli orfani di madre e ci restituiscono l’immagine di una società che non riesce a liberare le donne dal loro inferno privato, reso ancora più livido dalla pandemia - il commento del questore Capocasa - Le armi del diritto, della legalità e della giustizia non riescono ad arginare un fenomeno che richiede un deciso cambiamento culturale, più forte dell’indifferenza, dell’intolleranza e dell’ignoranza, capace di restituire a ciascuna donna il diritto a essere pienamente libera, pienamente se stessa".