Ciliege, primato da preservare Ma il pericolo arriva dal meteo

A Ferrara 85 ettari di coltivazione tra cui anche le amarene Le aziende agricole corrono ai ripari per proteggere il frutto

“L’Italia è il principale produttore di ciliegie dell’Unione Europea con quasi 30mila ettari coltivati e il quinto Paese al mondo. Gli areali maggiormente vocati sono Puglia, Campania, Emilia-Romagna, Veneto e Trentino Alto Adige per le ciliegie tardive. Modena ne ha in produzione 710 ettari, seguita da Forlì e Bologna; Ferrara conta circa 85 ha, compresa una produzione di ciliegio acido (marasche, visciole, amarene). Purtroppo le gelate verificatesi tra la metà di marzo e la prima decade di aprile, con temperature minime scese fino a –7, hanno colpito i campi in fiore.

A livello regionale per il comparto ciliegie si stima una perdita di prodotto di 1. 844 tonnellate su una perdita totale nazionale di 40. 985 tonnellate (Dati CSO).


Interviene Silvia Salvi, produttrice di ciliegie, e presidente della sezione orticola di Confagricoltura Ferrara: «I danni per il gelo sono stati registrati lungo tutta la Penisola, dalla Puglia al Veneto. Per quanto riguarda il nostro territorio i danni ci sono, anche se a macchia di leopardo. I produttori che hanno potuto utilizzare sistemi di protezione (candele, ventole), in generale hanno avuto danni più contenuti e buona parte della produzione si è salvata. La raccolta – dice ancora Salvi –è partita con un leggero ritardo (circa 10-15 giorni), il prodotto si presenta oggi di buona qualità, anche se di pezzatura minore rispetto a quella dello scorso anno; guardiamo con preoccupazione alle piogge di questi giorni confidando che non arrivino temporali violenti che potrebbero causare danni ulteriori. Purtroppo la minor produzione di drupacee e il quasi azzeramento del raccolto di altre frutticole, se da un lato non ha portato i temuti problemi di reperimento di manodopera agricola, a fine anno farà registrare molte meno giornate lavorate».

L’azienda Salvi Vivai è fresca detentrice del Guinnes World Records per la ciliegia più pesante al mondo, ben 26, 45 grammi. La drupa premiata è stata raccolta lo scorso anno nel ceraseto sperimentale di Runco di Portomaggiore. La ciliegia regina Sweet Stephany è una delle sei varietà Sweet, selezionate e brevettate dal dipartimento di scienze e tecnologia agroalimentari dell’università di Bologna dopo anni di studi e prove. Silvia Salvi a questo proposito aggiunge: «È da più di venti anni che ci dedichiamo alla ricerca varietale e a un nuovo sistema di coltivazione ad alta densità, irrigazione goccia a goccia e una rete particolare di protezione multifunzionale che preserva le produzioni dagli insetti, antipioggia e antigrandine. Il tutto a garanzia di una migliore efficienza dei trattamenti chimici riducendo l’impatto ambientale per un’agricoltura proiettata al futuro. Le piante – dice ancora Salvi – sono innestate su portinnesti che evitano l’eccessivo sviluppo in altezza della pianta, facilitando anche le operazioni di raccolta. Attualmente abbiamo anche un’altra varietà, Marisa, realizzata sempre in collaborazione con l’università di Bologna, che sta dando ottimi risultati, essendo meno sensibile al cracking, più produttiva e più resistente alle gelate. Con i cambiamenti climatici in atto diventa sempre più indispensabile ricorrere alla tecnica e alla scienza».

L’azienda Agricola di Giorgio Caselli, associata a Confagricoltura Ferrara con terreni a Vigarano Mainarda, ha in produzione circa due ettari e mezzo di ciliegie di ben 50 varietà, dalle precoci alle medio-tardive, alle tardive. «Ho vari impianti di ciliegio, alcuni coperti da reti e altri con il sistema anti-brina, altri liberi. A oggi la produzione è in gran parte salva, a differenza dello scorso anno». —

Andrea Tebaldi

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