Contenuto riservato agli abbonati

Covid, per i sanitari no-vax soluzione in settimana

Obbligo vaccinale, l’Asl vuole mettere in regola tutti entro sette giorni. Per chi si è rivolto ai legali scatta la diffida: ricollocazione o sospensione

FERRARA. Entro la prossima settimana l’Asl di Ferrara vuole chiudere la partita dei operatori sanitari non vaccinati. Tra gli oltre 1.800 addetti tra medici, infermieri e Oss che sono stati raggiunti dalle lettere di primo avviso (il tono era «perché non ha ancora un’iniezione o un appuntamento? Si giustifichi?»), un gruppo piuttosto folto sta fornendo spiegazioni agli uffici dell’Igiene pubblica. «C’è chi ci spiega di avere una patologia per la quale non è consentita la somministrazione di un certo siero, altri affermano di non essere riusciti a prenotare - riassume Anna Gualandi, direttore amministrativo Asl - Per vagliare le loro posizioni, e quelle di altri che forniscono una spiegazione, è previsto un incontro domani con i colleghi dell’Igiene pubblica. Ne usciremo predisponendo lettere di risposta con la soluzione a questo tipo di problematica, inclusa l’indicazione di una data per la vaccinazione». A quel punto i sanitari in questione non hanno altra scelta se non rispettare la scadenza indicata, con l’obbligo di fornire un riscontro dell’avvenuta vaccinazione entro tre giorni dalla data di prenotazione.

Domani saranno anche presi in esame i casi di coloro che hanno risposto dichiarando di non volersi vaccinare. Quanti sono? «Pochi casi - è sempre Gualandi a parlare - Già all’avvio della procedura sono giunte tre lettere da parte di legali di altrettanti operatori; come risposta alle nostre mail di spiegazioni, invece, ne sono arrivate altre due-tre, anche se ce ne aspettiamo ancora nelle prossime ore». Per loro si prepara una diffida perentoria, con tempi anche in questo caso molto stretti. Senza una risposta positiva, l’Asl è intenzionata a far partire subito le lettere «a... noi stessi, in caso l’operatore interessato lavorasse per il sistema pubblico - aggiunge la responsabile amministrativa Asl - oppure al datore di lavoro privato, per seguire le indicazioni previste dalla legge». Cioè una ricollocazione in una mansione alternativa, non a contatto con il pubblico, anche di livello inferiore al suo, o nel caso non sia possibile, la sospensione dall’attività senza stipendio; il tutto fino al termine della campagna vaccinale, in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2021.


La procedura è stata lenta nell’avvio ma ha ormai preso velocità, anche rispetto a molte altre Asl ancora ferme alla fase di identificazione dei sanitari non vaccinati. Lo sforzo di via Cassoli, in quest’ambito, è stato senz’altro importante, tenendo conto che sotto la responsabilità dell’Asl ferrarese vi sono i sanitari residenti in provincia ma al lavoro anche in altri territori, e che le difficoltà di dialogo con altre Regioni non sono mancate. —

S.C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA