Trenitalia e Italo ci ripensano: attenuato il taglio delle fermate in città

Invece di tre coppie se ne fermeranno tra otto e dieci. La richiesta del mondo delle imprese è stata ascoltata

FERRARA. Sarà meno pesante di quanto annunciato il ridimensionamento delle fermate in città da parte dei treni veloci sulla direttrice Roma-Venezia per il periodo estivo, quello cruciale per la ripresa economica e l’attività turistica post-pandemia. Dopo le proteste e le segnalazioni arrivate da ogni parte, dalla Regione al parlamento passando attraverso le associazioni imprenditoriali e dei pendolari, sia Trenitalia che Italo hanno infatti deciso di rivedere il piano-fermate che scatta oggi, aggiungendo alle previste tre coppie complessive di treni veloci almeno altre otto coppie (convogli di andata e ritorno) che andranno a presidiare orari destinati a restare totalmente scoperti. Per ora le due aziende si sono limitate all’annuncio, senza specificare appunto gli orari.

Le novità


«Rete ferroviaria italiana - è l’annuncio del gestore della rete ferroviaria - ha incontrato nei giorni scorsi le imprese ferroviarie di trasporto viaggiatori (Trenitalia e Ntv Italo, ndr) per verificare la possibilità di ripristinare alcune fermate dei treni alta velocità nelle stazioni di Ferrara e Rovigo. E a seguito della definizione complessiva dell’offerta estiva ha potuto individuare alcune opportunità d’integrazione dei servizi già concordati, ripristinando, in condivisione con le imprese, 12 fermate tra Ferrara e Rovigo, che saranno attivate entro fine giugno».

In sostanza Trenitalia dal 17 giugno venderà i biglietti a partire dal giorno successivo per sei ulteriori coppie di treni con fermata a Ferrara, oltre che due con fermata a Rovigo. Italo non ha ancora chiarito con precisione come rimodulerà l’offerta, però delle quattro coppie aggiuntive sulla linea dovrebbero fermarsene almeno due a Ferrara. Le novità di Ntv, tra l’altro, arriveranno con qualche giorno di ritardo rispetto a Trenitalia, cioè il 23 giugno. L’inversione di tendenza rispetto allo scenario disegnato fino a qualche giorno fa è marcata, anche se bisogna ricordare che l’offerta fino a qualche giorno fa era di 10 coppie giornaliere per la sola Trenitalia.

Il quadro

Come si è arrivati a queste decisioni? Il problema che ha innescato la drastica riduzione delle fermate, come noto, sono i lavori alla galleria del Catajo, tra Monselice e Terme Euganee, che dal 13 giugno al 5 settembre imporranno la circolazione su di un solo binario. L’esperienza degli anni precedenti per lavori di questo tipo, che hanno portato a ritardi cronici lungo la linea, aveva consigliato le imprese ferroviarie una strategia differente, cioè la soppressione di una serie di fermate lungo la linea.

L’esigenza forte di non mettere in difficoltà anche il mondo delle imprese, tra i più forti utilizzatori di Frecce e Italo in una tratta strategica come la Roma-Venezia, è stata la molla più importante che ha portato a rivedere queste decisioni. A questo punto le società ferroviarie si sono rimesse a tavolino per limare il più possibile su coincidenze e incroci, senza penalizzare troppo i tempi di percorrenza, sia da orario che “reali”. —

Stefano Ciervo

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