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Ferrara. Una famiglia per il dogo maltrattato: due anni in canile e ora finalmente una casa

La storia a lieto fine di Zafira, adottata da Alessandra e Luca: «Era sempre sola, adesso è parte di noi ed è buonissima» 

FERRARA. Da cane maltrattato a possibile star della televisione il passo è stato brevissimo. Poi l’apparizione nella fiction “Lea e i bambini degli altri” - con accompagnatore il noto personaggio copparese Giovanni Mazzonara non è andata in porto -, ma per Zafira la vita è letteralmente cambiata da qualche mese a questa parte. E visto che ci avviciniamo ai mesi più brutti per i cani, purtroppo abbandonati d’estate, la storia di Zafira vale veramente la pena di essere raccontata.

Maltrattata


Zafira è un bellissimo esemplare di femmina di dogo argentino, finita nel canile comunale di via Gramicia, a Ferrara, un paio d’anni fa. Zafira, che oggi ha sei anni, era stata portata via dal precedente proprietario perché riconosciuta vittima di maltrattamenti e poi spostata nel canile, ora gestito dalla società “Terre del branco”. Qui ha incontrato tante persone in cerca di un cane da adottare, ma si sa che la fama di questa razza non aiuta. Tra le persone che frequentano la struttura c’è anche Alessandra, volontaria residente in una casa di campagna a Cocomaro. Diciamo che Zafira e Alessandra si sono prima annusate, la diffidenza iniziale andava superata, specie per un cane che già di indole è solitario, figuriamoci dopo aver subìto dei maltrattamenti.

«Io l’avevo vista subito - conferma Alessandra -, ma diciamo che è servito qualche tempo prima che i bisogni di entrambe si incontrassero. Prima era sola, anche al canile, ora fa parte della famiglia, con me e il mio compagno Luca, ed è l’esatto contrario di quello che si dice solitamente dei dogo argentini: è tranquilla, pacifica, si gode le passeggiate in campagna e si fa portare fuori da chiunque».

L’accompagnamento

Alessandra durante il racconto non perde l’occasione di evidenziare il lavoro professionale svolto dai ragazzi di Terre del branco: «Sono bravissimi e li ammiro. Da subito mi hanno detto come sarebbe stato il rapporto con Zafira e non hanno sbagliato di una virgola, e ci stanno ancora seguendo. Certo, due anni in canile sono tanti e ancora io e lei non abbiamo finito di conoscerci, per questo ho seguito webinar con educatori cinofili e a breve parteciperò a un corso. Credo sia importante per chi è interessato a prendere un cane essere comunque preparato alla novità. E consiglio a tutti di andare al canile: ci sono cani meravigliosi e persone che sanno consigliare al meglio e far trovare la famiglia giusta a ogni animale presente».

Bel finale

Un matrimonio, come lo definisce Alessandra, che testimonia come nessuna razza di cane è da considerare pericolosa, a fare la differenza è sempre il modo in cui l’animale viene cresciuto. «Il dogo è ritenuto un cane molto pericoloso... ma quando mai, Zafira è buonissima, basta vederla durante le passeggiate, non solo in casa con me e il mio compagno».

Insomma, una storia a lieto fine, a cui è mancata solo la ciliegina della partecipazione alla fiction al fianco di Mazzorana, già protagonista di recente della storia di un altro animale che ha trovato la libertà, il gallo Garibaldi diventato nel giro di pochi giorni la mascotte di Copparo. —

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